Cassa integrazione in calo ma più di 45 mila veneti sono a zero ore lavorative
Cassa integrazione in calo ma più di 45 mila veneti sono a zero ore lavorative
Nei primi due mesi le autorizzazioni scendono del 31% Cgil: l'assenza completa fa perdere 1.258 euro in busta
Per legno, alimentari edilizia e chimica la Cigs è in aumento
VENEZIA. Nonostante il mese di febbraio abbia portato una flessione del 31% delle ore di cassa integrazione totali autorizzate (dati cumulati), nel corso dei primi due mesi dell'anno oltre 45 mila lavoratori veneti hanno dovuto fare i conti con l'assenza completa dal lavoro. Lo dice la Cgil nell'analisi condotta su dati Istat relativi ai flussi di cassa integrazione. «Ogni singolo lavoratore dei 45 mila a zero ore ha già avuto una perdita economica di 1.258 euro netti».
Lo spaccato regionale relativo all'uso degli ammortizzatori sociali evidenzia, come detto, una flessione rispetto ai primi due mesi del 2010. In particolare, il calo più rilevante delle autorizzazioni riguarda la cassa integrazione ordinaria scesa da oltre 6,5 milioni di ore a 3,1 milioni del periodo gennaio-febbraio 2011 (-52,60%). La cassa straordinaria è scesa, invece, del 30% (da 8 a 5,6 milioni di ore autorizzate) mentre per quella in deroga la flessione è stata più modesta (-12,6% da 6,9 a 6 milioni di ore). Rispetto al panorama nazionale, nel periodo di riferimento il Veneto risulta la terza regione, dietro a Lombardia e Piemonte, per numero di ore complessive autorizzate. Il fatto è che, diversamente dal 2010, la distanza dal Piemonte della grande impresa si assottiglia.
Per quanto riguarda i lavoratori a zero ore, la cassa integrazione ordinaria segna quasi 9.500 posizioni con nemmeno un'ora di impiego per tutto il periodo, in cassa straordinaria le posizioni a zero ore sono 17.226 mentre tra i titolari di cassa in deroga i lavoratori a zero ore sono oltre 18.500. La flessione del ricorso agli assegni di sostegno al reddito, inoltre, non interessa tutti i settori. Anzi. Secondo l'analisi, la cassa straordinaria cresce nei settori connessi all'agricoltura (+50%), nel legno (+31%), alimentari (+68%), chimica (+156%), trasformazione minerali (110%), trasporti (+88%), commercio (+71%) e nell'edilizia (+179%) che ha visto crescere anche la cassa ordinaria (+40%). (m.mar.)