Cassa integrazione, è l'ora degli impiegati

Cassa integrazione, è l'ora degli impiegati
BELLUNO. Di solito sono gli operai, ma adesso sembra arrivata l'ora anche degli impiegati. Sono loro i nuovi cassaintegrati nel Bellunese della crisi. E' questa una delle nuove tendenze registrate sul fronte occupazionale. A confermarlo è il segretario provinciale della Cgil, Renato Bressan. «E' un dato preoccupante. Significa che nel portafogli clienti di molte aziende è rimasto ben poco. Comincia a essere intaccato anche il settore commerciale». Il quadro economico-occupazionale è in continua evoluzione. La stessa Cgil è in attesa del "report" di maggio, il rapporto dettagliato sul mese appena concluso. Le prime impressioni confermano però la tendenza già emersa nei primi mesi del 2010: «Gli iscritti alle liste di mobilità restano sopra le novemila unità», sottolinea Bressan. «E questo, senza contare i cassaintegrati». Anche per questo non manca una stoccata agli industriali, reduci da una conferenza stampa dove si è parlato, seppure timidamente, di "ripresa": «Per parlare davvero di ripresa dobbiamo ritornare ai livelli del primo semestre 2008. In realtà, le richieste di cassa integrazione sono di poco inferiori a quelle dell'anno scorso». Una flessione, continua Bressan, dovuta più alle espulsioni che a una effettiva ricrescita dell'economia bellunese: «Molti ammortizzatori sono finiti. Ovvio che ci sia stata una diminuzione del monte-ore». In pratica, sarebbero diminuiti i cassaintegrati, ma aumentati i disoccupati. «A livello provinciale, i senza lavoro - disoccupati e cassaintegrati - superano il dieci per cento del totale», afferma Bressan. «La Provincia continua a parlare del cinque per cento, ma sbaglia l'imponibile. La percentuale di senza-lavoro si calcola sulla base della popolazione attiva e non dell'intera popolazione residente». Intanto, per venerdì a Belluno, è atteso l'arrivo del governatore Zaia, quando in Camera di Commercio saranno illustrati i dati sull'economia veneta. Interverranno anche il presidente della Camera di Commercio Doglioni e il presidente veneto Tessari. (cr.ar.)