Cassa integrazione al Gruppo Silva. Vendite in flessione: ristrutturazione delle concessionarie e ferie forzate. «Intendiamo reagire puntando ancor più su qualità e risparmio»

Cassa integrazione al Gruppo Silva. Vendite in flessione: ristrutturazione delle concessionarie e ferie forzate. «Intendiamo reagire puntando ancor più su qualità e risparmio»
Neppure il Gruppo Silva, un'impresa che da 50 anni opera nel commercio delle automobili e occupa complessivamente 150 addetti, sfugge alla crisi generale del settore. Così il fondatore della concessionaria, Mario Silva, e il figlio Jacopo (presidente del Gruppo Giovani di Confindustria padovana) hanno avviato un processo di ristrutturazione, con cassa integrazione a rotazione, ferie forzate del personale e investimenti mirati. Obiettivo: il rilancio aziendale.
La prima fase del percorso riguarda in modo particolare la sede di via Nona Strada, cioè la concessionaria dove vengono commercializzati i marchi Fiat, Lancia e Alfa Romeo. Per non penalizzare oltremisura il reddito del personale, Silva ha sottoscritto un accordo con Cgil, Cisl e Uil: per tre mesi consecutivi, a rotazione dieci tra i dipendenti della filiale saranno posti in cassa integrazione. La manovra sull'occupazione è stata estesa anche ad altri dipendenti (perlopiù venditori) ai quali sono state prolungate forzosamente le ferie estive.
Jacopo Silva non nasconde le difficoltà ma guarda avanti e si dichiara ottimista circa l'immediato futuro: «Il mercato delle auto, sia nuove che usate, da oltre un anno ha subìto una trasformazione radicale», è la premessa «e il nostro Gruppo non potevamo restare con le mani in mano. Perciò, d'intesa con i sindacati del comparto, stiamo tentando di governare il cambiamento in corso nel migliore dei modi possibili. Ossia cercando di tutelare l'occupazione dei dipendenti, perché da sempre ci consideriamo una grande famiglia, e prestando la massima attenzione al rilancio delle vendite. Punteremo ancor di più sulla qualità del servizio e sulla convenienza degli acquisti». Ma come si presenterà, alla fine dell'estate, la rete delle concessionarie Silva? «Ci stiamo lavorando sodo ma è troppo presto per anticipare quello che potrà succedere a livello di gestione», replica il giovane ingegnere «abbiamo in testa varie ipotesi, tuttavia le soluzioni definitive saranno concordate con il sindacato e con tutti i nostri collaboratori, con i quali ho sempre avuto un buon rapporto anche a livello interpersonale. Naturalmente la crisi del settore ci spinge al cambiamento per non restare impigliati nella rete dell'insuccesso. Purtroppo, i tempi delle vacche grasse sono finiti da un pezzo».
A riprova, basta dare un'occhiata al sito del Gruppo Silva che, nel periodo d'oro, disponeva di 15 show room tra Padova, Venezia e Rovigo, vendeva 10 mila auto all'anno ed effettuava 60 mila interventi di manutenzione. Ora la crisi morde e i conti non ammettono distrazioni.

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