Cassa integrazione, 2010 da record. Diadora, no agli assegni in deroga
VENEZIA- La Regione pare aver chiuso in via definitiva le porte alla possibilità per dipendenti Diadora non riassorbiti dalla società che ne ha rilevato il ramo d'azienda di ottenere la Cassa integrazione in deroga; ma il sindacato ancora ci spera. L'incontro di ieri in Regione fra sindacati, l'assessore al Lavoro, Elena Donazzan, Provincia di Treviso e Unindustria Treviso si è chiuso con un nulla di fatto. Contrariamente alla condizione posta, non è stato presentato un progetto formale sul reimpiego di una quota significativa degli 84 lavoratori in discussione. «La Cig in deroga -ha ribadito Donazzan -serve alle aziende sotto i 15 dipendenti, che non avrebbero aiuti e con prospettive di ripresa, non per le aziende definitivamente chiuse» . Come Diadora, affondata in un concordato preventivo e risorta con il marchio «Diadora Sport» in capo a un'altra proprietà -la finanziaria Lir della famiglia Moretti Polegato -con solo una parte, pur rilevante, degli addetti originari riassorbiti. «Siamo convinti -è la posizione di Andrea Guarducci, della Cgil di Treviso -che fra Diadora Sport, Geox e società collegate si possa dare una risposta ad almeno una ventina di altri lavoratori. Così la Cig in deroga potrebbe essere riconosciuta agli altri. Ma occorre che la politica convochi le aziende per mettere nero su bianco una disponibilità finora solo informale. Abbiamo chiesto a Donazzan un nuovo incontro per il 17 gennaio» . Intanto la Cisl ha reso noto i dati finali sulla Cig nel 2010. In calo a dicembre per il terzo mese, con 6,4 milioni di ore autorizzate (1,3 di ordinaria, e 2,6 di straordinaria). Il 2010 rimane un anno record: 125 milioni le ore autorizzate in Veneto, +54%sul 2009 e con una progressiva prevalenza della straordinaria e di quella in deroga. Per la Cisl regionale, che stima che le ore davvero cconsumate tra gli 85 e i 90 milioni, la febbre sta però scendendo. «Ma può significare sia che si riprende a lavorare come che si è passati ai licenziamenti» , nota la segretaria, Cisl Veneto Franca Porto. «Servono politiche regionali per rimettere al lavoro cassaintegrati e disoccupati» . Unica provincia in controtendenza Belluno: le ore autorizzate si sono ridotte nel 2010 da 9 a 6 milioni; a Padova, Rovigo, Verona e Venezia il dato viene quasi raddoppiato.