Cassa in deroga, strappo Cgil
Intesa separata sugli ammortizzatori sociali per il 2011: Cisl e Uil firmano
VENEZIA - Sugli ammortizzatori sociali in deroga è accordo separato. Ha ottenuto ieri il consenso delle associazioni imprenditoriali regionali e di Cisl, Uil, Cisa (autonomi) e Ugl la proroga per il 2011 della cassa integrazione (Cig) e della mobilità per i lavoratori che per legge non ne avrebbero diritto, ad esempio perché dipendenti di aziende artigiane, d'imprese del terziario, di cooperative o studi professionali.
Solo la Cgil non ha, invece, firmato le nuove linee-guida, in quanto «sono peggiorative, si riducono - denuncia Emilio Viafora, segretario generale della Cgil del Veneto - il numero dei lavoratori fino a oggi tutelati». In regione si tratta di decine di migliaia tra operai e impiegati: le ore autorizzate di Cig in deroga sono state 17,9 milioni nel 2009, 30 milioni nei soli primi tre trimestri del 2010.
Una decisione quella della Cgil che spezza una serie di accordi durata cinque anni. L'assessore regionale al Lavoro, Elena Donazzan (Pdl) si dice amareggiata. «È un fatto che va tenuto nella giusta gravità, ma che ha lasciato la Cgil isolata - sottolinea - dalla totalità delle parti sociali». Secondo Donazzan l'accordo è invece coraggioso, perché premia il ruolo degli enti bilaterali e «si basa sulla responsabilità nel verificare le singole crisi, per cui alcuni strumenti come la deroga varranno solo per quelle imprese che realmente possono riprendere l'attività». La Cgil assegna invece la responsabilità della rottura proprio alla Regione Veneto. «In un momento così difficile si sarebbe dovuto lavorare su proposte condivise invece - sottolinea il segretario Viafora - di operare uno strappo».
Tre i punti della spaccatura. Il primo è l'esclusione dall'accesso alla Cig in deroga per le aziende che cessano l'attività o fallite. Per la Cgil, «bisogna consentire ai lavoratori di queste imprese di fruire di un periodo di cassa per favorirne ricollocazione e formazione». Il sindacato rifiuta inoltre la previsione di durate diverse degli ammortizzatori in deroga, a seconda che le imprese siano iscritte o meno a enti bilaterali e la riduzione da 12 a 6 mesi del periodo di Cig in deroga per i lavoratori in esubero, sottoposta peraltro alla condizione che l'azienda cofinanzi l'intervento.
Comunque il Veneto è la prima regione italiana che proroga gli ammortizzatori in deroga per tutto il 2011, con facilitazioni alle aziende alluvionate. Ma anche l'anticipo è un errore, secondo Viafora (Cgil): meglio aspettare e, come le altre regioni, prorogare la vecchia intesa fino a marzo, «in attesa di più chiarezza sulle risorse governative». Il rischio è che il copione conflittuale si ripeta presto. «Tra pochi giorni ci incontreremo per un accordo sull'apprendistato, non siamo disposti - puntualizza il leader della Cgil veneta - a firmare un testo preconfezionato».
Tesi contraddette dal segretario generale della Cisl veneta Franca Porto, che spera che anche la Cgil firmi. «Non c'è una restrizione dei beneficiari della Cig in deroga» puntualizza. Per la Porto è positivo sia puntare sulla bilateralità, in quanto «le associazioni possono mettere a disposizione risorse aggiuntive senza pesare sulla collettività», sia ridurre l'uso della cassa in deroga da parte delle aziende industriali, favorendo le realtà che non possono utilizzare gli altri ammortizzatori. «Siamo al terzo anno in cui si usano in Veneto questi istituti e bisognava cambiare passo perché - sottolinea la numero uno della Cisl del Veneto - le risorse scarseggiano, prorogando ad esempio la mobilità in deroga per i licenziati». E la mobilità in deroga è un aspetto centrale di un accordo firmato anche dal segretario della Uil del Veneto, Gerardo Colamarco, secondo il quale «garantirà ossigeno a una grossa fetta di imprese e lavoratori».