Cassa in deroga, esauriti i fondi. Cgil: Regione a secco, 2 mila domande ferme. L'export cala del 20%

LA CRISI IN VENETO.  Donazzan: «Sacconi mi ha garantito che a giorni sarà firmato il decreto per altri 50 milioni»

VENEZIA. In vista di un autunno che più di un osservatore annuncia, sotto il profilo occupazionale, caldo, il nodo dei fondi regionali per la cassa integrazione in deroga arriva al pettine. Mentre l'Istat annuncia che l'export regionale, nel periodo gennaio-giugno, ha fatto segnare un meno 20%, la Cgil del Veneto lancia l'allarme sulla cassa integrazione in deroga: bloccate, da inizio agosto, le autorizzazioni. Il motivo? «La Regione ha esaurito i fondi - spiegano dalla Confederazione generale italiana del lavoro -. Ci sono duemila domande ferme e oltre 12mila lavoratori in attesa, a casa e senza un euro di sussidio».
Per questo la Cgil Veneto sollecita Governo e Regione, preoccupata per l'ulteriore calo occupazionale atteso nei prossimi mesi. «Purtroppo siamo stati facili profeti, a metà luglio, nel denunciare la mancanza di risorse per la cassa integrazione in deroga alla ripresa dell'attività dopo le ferie estive» dice il segretario generale della Cgil del Veneto, Emilio Viafora, a fronte dei dati presentati dalla Regione che «confermano un'impennata delle richieste di Cig in deroga da parte delle aziende, in particolare quelle di piccole dimensioni e dell'artigianato da cui viene oltre l'80% delle domande».
Secondo i dati di Veneto Lavoro, a fine agosto 2009 le richieste presentate dalle imprese sono state oltre 5.166 per 29.222 lavoratori previsti in Cig. Quelle approvate (sempre a fine agosto) sono state invece 3.142 per oltre 17mila lavoratori ed un impegno di spesa che supera gli 85 milioni. «Ben che vada - aggiunge Viafora - questa situazione comporterà forti ritardi nei tempi di erogazione della cassa integrazione, un problema che nei mesi scorsi ha messo in difficoltà molte famiglie costrette a ricorrere a prestiti».
La replica non si fa attendere. «Il ministro Sacconi mi ha garantito che nei primi giorni della prossima settimana sarà firmato il decreto attraverso il quale ci sarà riconosciuta la terza tranche di fondi, per un importo pari a 50 milioni» dice l'assessore regionale Elena Donazzan. «I conti vanno fatti a consuntivo - conclude -. Il mio compito è garantire l'uso corretto delle risorse pubbliche».
La Cgil del Veneto, però, sollecita una riforma strutturale degli ammortizzatori sociali «che il Governo continua a negare». Secondo Viafora, infatti, «il continuo ricorso a provvedimenti tampone, attingendo dalle fonti più disparate, è motivo di disguidi, disagi ed incertezze che finiscono per abbassare la soglia dei diritti».
Ieri, intanto, l'Istat ha diffuso i dati sulle esportazioni: quelle venete, riferite al primo semestre, scendono da 23,3 a 18,6 miliardi. (m.mar.)

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