Cassa alle stelle e ditte in chiusura
BELLUNO. Cassa integrazione a quota 680mila ore solo nel mese di gennaio e a quota 354mila a febbraio mentre in 12 mesi si è arrivati a quota 9 milioni di ore di Cig autorizzate. E le aziende non stanno meglio: almeno 121 imprese in meno rispetto all'anno scorso e diecimila occupati in meno rispetto all'anno precedente in provincia di Belluno. Dati allarmanti in questo inizio di 2010 nei comparti industriali ma soprattutto in quelli artigianali e delle Piccole e medie imprese. Situazione che vede i sindacati in ordine sparso: uniti nel bocciare il governo sugli ammortizzatori sociali, divisi nei metodi, con la Cgil che alza le barricate e porta di nuovo in piazza i lavoratori. In mezzo ci sono dei provvedimenti governativi che spingono in maniera diversa i sindacati ad assumere posizioni: l'arbitrato sul licenziamento senza giusta causa e la bocciatura della proroga della Cig. Oggi la Cgil sarà a Padova: sciopero generale di quattro ore e manifestazione. Dieci i pullman organizzati dalla Cgil Belluno (otto di lavoratori attivi e due di pensionati, fino alle 16 di ieri): alla manifestazione in piazza Insurrezione ci sarà il segretario nazionale Guglielmo Epifani. La lotta è contro la precarietà che, secondo la Cgil, il governo sta instaurando nel mondo del lavoro. Cisl e Uil dal canto loro non appoggiano questa manifestazione benchè non capiscano perchè il governo abbia bocciato la proroga di sei mesi della Cig nelle imprese. «Questo significa far chiudere le imprese che oggi hanno finito la Cig»: tuona così il segretario provinciale della Cgil Renato Bressan. «Almeno 121 le aziende chiuse in provincia: è l'ultimo dato della Camera rispetto all'anno precedente» spiega Renato Bressan. «Di queste, due terzi operano nell'artigianato e della subfornitura. Abbiamo avuto un incremento della Cig che ha superato i 9 milioni di ore autorizzate e con l'Inps abbiamo verificato che l'utilizzato era circa il 70 per cento. Questo è un dato certo perchè verificato con l'Inps. In realtà più dei due terzi di ore sono state utilizzate: molte aziende hanno esaurito le classiche 52 settimane e anche Confindustria supportava la necessità della proroga. Ma il governo dice no e questo significa condannare molte imprese alla chiusura: in Veneto c'è già il 5% di disoccupazione accertata con 105mila occupati in meno rispetto all'anno precedente. A Belluno in un anno sono circa 10mila in meno occupati» continua Bressan. «E sono aumentate del 60% le richieste di disoccupazione tramite patronati; 1500 lavoratori inseriti in mobilità in più rispetto al 2008». Anche la Cisl sforna i dati della cassa integrazione: a gennaio 2010 sono state 679mila le ore di Cig autorizzate in provincia di Belluno, nel dicembre 2009 sono state 579.792; a febbraio 2010 sono 353.838. A gennaio del 2009 erano state circa un terzo: 298.238 ore, quindi sono triplicate. A gennaio 2007 erano state 10.941. Cig per quasi 8 milioni di ore in un anno; 679mila ore in termini di lavoratori equivalgono a circa 4.000 lavoratori in cassa integrazione tutto il mese e a gennaio la prima settimana sono ferie: i lavoratori a spasso sono di più, almeno 5.000. «Non sono soddisfatto della decisione del governo perchè significa non avere attenzinoe verso i lavoratori e chi subisce gli effetti della crisi» spiega Massimiliano Piccolo, segretario provinciale Uil «in un momento in cui le aziende sono in forte crisi significava dare a ognuno la possibilità di avere altri 6 mesi di Cig e una forma di sostegno. Nè va bene quel che dice Sacconi: cioè che i lavoratori sono sufficientemente tutelati... forse il governo è preso da altre cose: le liste, magari». Ma non quelle di mobilità. «Il problema si pone quando i lavoratori non avranno più alcuna forma di sostegno al reddito», riprende «senza contare per le persone in cerca di prima occupazione». «Chiedevamo le 78 settimane, anche se c'era il dubbio della copertura finanziaria... Per noi della Cisl, con il protrarsi della crisi serve che vengano prorogati gli ammortizzatori sociali, per evitare i licenziamenti e consentire il più possibile ai lavoratori di restare collegati all'azienda» afferma il segretario provinciale Cisl Primo Torresin. «Quindi più dura la crisi e più occorre, in fase transitoria, trovare un allungamento della copertura degli ammortizzatori sociali. Non riusciamo a capire perchè il governo abbia preso posizione anche contro i propri relatori in commissione: i lavoratori, specie quelli di aziende non coperte e che rientrano nei requisiti necessari per Cig straordinaria, devono avere un sostegno. Per la Cisl c'è anche l'esigenza di riassetto dell'intero sistema degli ammortizzatori sociali, ma quando la crisi sarà superata. E questi dati indicano una ripresa che non c'è».
Cristina Contento