Caso Fiat, Fiom festeggia. I leader sindacali padovani analizzano il voto La Cgil: «Sconfitto il metodo Marchionne»
Caso Fiat, Fiom festeggia. I leader sindacali padovani analizzano il voto La Cgil: «Sconfitto il metodo Marchionne»
Anche se a Mirafori hanno vinto i sì, nella sede della Fiom padovana guidata da Antonio Silvestri il fronte del no ha brindato. «Essere arrivati al 46% è un risultato straordinario - sottolinea il segretario generale Andrea Castagna, ex segretario regionale proprio della Fiom - A questo punto la Fiat dovrebbe riaprire subito la trattativa ed arrivare, in tempi brevi, ad un nuovo accordo con tutti i sindacati di categoria, in cui ci sia la piena disponibilità di Marchionne di rivedere le condizioni di lavoro. Il voto compatto degli operai, specialmente quelli della catena di montaggio, ha messo sul tappeto anche gli eventuali effetti del metodo Marchionne, che si potrebbero ripercuotere in numerose aziende meccaniche padovane. Il voto di Torino, quindi, serva da monito per quegli imprenditori che volessero importare l'accordo Marchionne nelle nostre aziende. Tra l'altro quanti dei nostri industriali sarebbero favorevoli a uscire da Confindustria?».
Cisl ed Uil, naturalmente, danno una lettura diversa del risultato di Mirafiori. «Anch'io giudico straordinario il risultato del referendum, ma da un'ottica diversa - osserva Adriano Pozzato, segretario provinciale della Cisl - Le tute blu dello stabilimento di Mirafiori hanno fatto in modo da mantenere in Italia l'investimento della Fiat e garantire l'occupazione a tutti i dipendenti. Adesso, più che alle polemiche, bisogna fare di tutto per riportare i toni alla normalità e lavorare insieme per rendere veramente competitive nel mondo le vetture della Fiat. L'accordo di Torino, poi, è specifico in quella specifica situazione. Nel Veneto non serve e non ce n'è bisogno. D'altronde a Nordest di accordi in deroga ce ne sono già e come. Ricordo, ad esempio, quelli firmati alla Zanussi ed all'Aprilia».
Secco il commento di Nello Cum: «Il risultato più interessante è che il 94% dei lavoratori Fiat sia andato a votare - dice il segretario della Uil - E' stata una bellissima prova di democrazia. Pur di stretta misura, ma hanno vinto i sì. E in democrazia la vittoria va sempre rispettata».
(f.pad.)