Casinò, licenziamenti più lavoro e stop ai premi

Casinò, licenziamenti più lavoro e stop ai premi
Mercoledì 22 Giugno 2011, Venezia - Il nuovo incontro tra sindacati e Azienda per la trattativa sul futuro del Casinò si è chiuso ieri con un altro nulla di fatto. L'Azienda ha annunciato ai rappresentanti dei lavoratori che, a questo punto, intende partire con le lettere di licenziamento, il primo dei nove elementi che costituiscono il piano della Casa da gioco per affrontare la crisi, e che non si è ancora capito se sia una minaccia per ottenere altro, o un dato di fatto. L'assoluta urgenza di ridurre i costi e risollevare le sorti del Casinò, si scontra con due problemi che pesano come macigni sulla trattativa. Il primo è costituito, appunto, dai 33 esuberi su oltre 600 dipendenti alcuni dei quali assunti anche di recente, il secondo dalla difficoltà di trovare una posizione unitaria tra le cinque sigle sindacali presenti a Ca' Vendramin e a Ca' Noghera (Cgil, Cisl, Uil, Rlc e Snalc). L'unico elemento sul quale i rappresentanti dei lavoratori sono in sintonia è il no ai licenziamenti, ma è un po' poco per sperare di arrivare ad un accordo complessivo con l'Azienda.
In particolare i sindacati non riescono ancora a trovare una posizione comune sul cosiddetto "efficientamento" che, dopo gli esuberi, è il punto più controverso perché si tratta di riorganizzare il lavoro in modo da ottenere il massimo del rendimento, ma questa riorganizzazione va a toccare "istituti" normativi ed economici che i dipendenti non vogliono mollare.
Nel piano, presentato ormai da mesi ai sindacati, gli esuberi sono dunque 33 divisi su undici aree aziendali, una ventina nell'area giochi (in particolare nel settore slot, dove dovrebbero entrare in funzione casse automatiche e quindi ridurre il bisogno di organici) e il resto tra gli amministrativi. Di questi 33, quasi una decina occupano posizioni di vertice, quadri, sia ai tavoli sia negli uffici, che comportano costi aziendali molto alti. L'Azienda scrive di essere disponibile a verificare la possibilità di spostare almeno parte di questi esuberi in altre aree dove c'è bisogno, ma se il problema non si risolve, e se non si raggiunge un accordo complessivo sull'intero piano, l'alternativa è la mobilità. In proposito i dipendenti delle Case da gioco italiane sono iscritti all'Enpals, e questo istituto eroga pensioni, ma non ammortizzatori sociali. Un'arma a doppio taglio, perché da un lato significa che non ci sarebbe cassa integrazione, dall'altro potrebbe essere usata dai lavoratori coinvolti per impugnare i licenziamenti.
Un altro degli elementi di discussione più controversi è il quarto: prevede l'introduzione di nuovi giochi, e l'abolizione del rapporto 60/40, ossia 60% di tavoli roulette, che producono mance, e il 40% di tavoli con carte (black jack, punto banco, caribbean poker) che mance non ne portano; se aumenta il numero di tavoli con carte, per i lavoratori ci saranno meno entrate.
Delicato anche il sesto punto che parla di tre cose: la revisione di tutte le diverse inabilità che colpiscono 37 persone, soprattutto impiegati di gioco; l'intervento sui tre giorni di libertà l'anno di cui possono godere i lavoratori semplicemente dichiarandosi indisponibili (verrebbe esclusa la possibilità di usufruirne durante i fine settimana); l'imposizione di non superare il 10% dei part time per l'area gioco.
Ci sono altri sei punti sul tavolo di trattativa al Casinò e tutti piuttosto corposi. Il secondo riguarda il nuovo orario di lavoro per il settore giochi (in particolare si chiede l'aumento dell'orario settimanale da 33 a 35 ore, la riduzione dell'intervallo di riposo ai tavoli da 20 a 15 minuti, l'eliminazione del bout de table alla roulette francese, che è uno dei tre croupiers assistenti del capo tavolo, l'abolizione dell'attuale turno 4/1 a Ca' Noghera). Il terzo punto prevede un nuovo orario di lavoro per impiegati e amministrativi, prolungandolo di due ore, a 37 settimanali. Il quinto contempla l'abolizione dell'indennità di Ca' Noghera (istituita quando venne aperta la sede di terraferma per "risarcire" i dipendenti costretti a spostarsi da Ca' Vendramin) e la sua sostituzione con la quantificazione dell'orario effettivamente svolto e il pagamento dello straordinario. Al settimo c'è la non redistribuzione dei premi, all'ottavo la sospensione bonus per dirigenti e quadri per il 2011; e da ultimo un piano di smaltimento ferie che, peraltro, è già stato avviato.

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