Case di riposo rischio class action
Martedì 25 Ottobre 2011, Belluno - È una sorta di class action quella proposta dalla Funzione Pubblica Cisl a favore dei dipendenti turnisti delle case di riposo - Ipab (Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza) nelle quali sta progressivamente scomparendo il diritto di vedersi riconoscere in busta paga le ore lavorate in giornate festive infrasettimanali (viene accreditata infatti solo l’indennità di turno) o la possibilità di recuperare le stesse giornate nei mesi successivi.
«Questa circostanza - spiega Fabio Zuglian, segretario provinciale Cisl-Fp - deriva da un’interpretazione unilaterale restrittiva che l’Aran, l’ente datoriale, assegna alla normativa. Da qui l’intenzione della Cisl di portare queste vertenze, a livello regionale, in tribunale».
Nel Bellunese le strutture che registrano queste situazioni sono 9 (Belluno, Feltre, Cesiomaggiore, Lentiai, Sedico, Lamon, Auronzo, Longarone, Ponte nelle Alpi) per un totale di quasi 500 lavoratori. «Li invitiamo - sottolinea Zuglian - a recarsi presso i nostri uffici, entro fine ottobre, a sottoscrivere l’istanza. Il costo è pari a zero e unendo le forze ci sono più possibilità di portare a casa un buon risultato».
Ma Zuglian alza il tiro: «Cosa ancor più grave è che le case di riposo minacciano la possibilità di recuperare quanto già corrisposto a stesso titolo ai lavoratori dal 2000. Si parla di somme ingentissime, dai 3 ai 5 mila euro, soprattutto se confrontate con stipendi che superano di poco i mille euro mensili».
Ripercorrendo i fatti il sindacalista ricorda: «Sin dall’inizio di questa triste vicendala Cisl-Fpè stata vicina ai lavoratori, proclamando da subito lo stato di agitazione in tutte le case di riposo del Veneto, raccogliendo oltre un migliaio di firme consegnate all’allora assessore al sociale. La soluzione pacifica, quindi, è stata perseguita. Purtroppo senza esito. Ecco perché oggi ci vediamo costretti a ricorrere al tribunale, ultima strada percorribile per tutelare i diritti degli operatori di queste strutture».
Per ulteriori informazioni sulla vertenza è possibile telefonare a Giovanni 3358393343 o a Maria 3403458813.
Raffaella Gabrieli