Case di riposo, per gli addetti «conto» da due milioni di euro. Indennità festive da restituire, l'Iras cerca soluzioni
Case di riposo, per gli addetti «conto» da due milioni di euro. Indennità festive da restituire, l'Iras cerca soluzioni
ROVIGO- Circa 400 lavoratori delle case di riposo pubbliche polesane potrebbero vedersi costretti a rimborsare alle proprie aziende qualcosa come due milioni di euro. È questo il rischio denunciato dalla Fp Cisl. «La questione trattata - spiega il segretario territoriale, Antonio Barbiani - è quella del riconoscimento delle festività infrasettimanali per i lavoratori turnisti, ripagate anche con riposi compensativi». A causa di un'interpretazione restrittiva della legge, questi dipendenti si troverebbero così ad avere ricevuto indennità superiori a quelle effettivamente dovute.
«In pratica - continua il dirigente sindacale - le case di riposo possono chiedere la restituzione del valore delle giornate lavorate e recuperate nei dieci anni precedenti l'entrata in vigore della nuova interpretazione, con il rischio per ciascun dipendente di dover tirare fuori anche cinquemila euro in un colpo solo». Una cosa già successa al Centro servizi anziani, la casa di riposo di Adria, dove il consiglio d'amministrazione ha già scritto una lettera di questo tenore ai dipendenti.
«Abbiamo applicato un parere legale dell'Uripa, la nostra associazione di riferimento - sottolinea il presidente, Roberto Scarparo - non l'avessimo fatto, come amministratori, avremmo rischiato di risponderne sul piano personale». Un fatto confermato da Arnaldo Vallin, amministratore dell'Iras di Rovigo, che però prova a ipotizzare altre strade. «Che vi sia una responsabilità personale di chi sta è in cda è un dato di fatto - dice - ma è anche vero che si possono avviare percorsi di confronto per evitare lo scontro con i dipendenti. Noi abbiamo avviato una concertazione con le organizzazioni sindacali territoriali e le nostre rsu per arrivare a un documento condiviso che possa servire come eventuale via d'uscita anche per le altre strutture del territorio. In ogni modo, contiamo arrivi una mano anche da livelli più alti, dato che si tratta di un problema nazionale e regionale». In ogni modo, i sindacati preferiscono mettere le mani avanti, come spiega Michele Roveron della segreteria regionale Fp Cisl: «In Polesine stiamo raccogliendo le istanze di tutti i lavoratori interessati. Entro una decina di giorni, avremo il numero esatto delle persone coinvolte e cimuoveremo di conseguenza». Ma Albertino Stocco, presidente dell'Iras, è ottimista: «I primi incontri con Cgil, Cisl e Uil sono stati molto proficui. Come abbiamo trovato una soluzione per le ferie arretrate, altrettanto faremo per questa partita, cercando di contemperare le esigenze di tutti». Tra le ipotesi, si parla anche dell'istituzione di una sorta di «fondo» che trovi un equilibrio tra le ferie arretrate e le compensazioni per le festività infrasettimanali, non correttamente ricevute.