Casa di riposo: «Un bluff»

LA POLEMICA«Solo rette più care e nessuna differenza per i residenti»

Per l’ex sindaco Mardegan il passaggio di gestione al "Marani" è una svendita

Venerdì 2 Dicembre 2011, Treviso - «È un bluff clamoroso, un tradimento della nostra storia e un'operazione che peserà tutta sulle tasche dei cittadini». Valerio Mardegan, ex sindaco e ora capogruppo d'opposizione, non usa mezzi termini per stroncare la decisione della giunta Pietrobon, approvata ieri in consiglio, di affidare la gestione della Casa di riposo dal marzo del 2012 alla fine del 2026 all'istituto "G.P. Marani" e, allo stesso tempo, di far filare verso la liquidazione la municipalizzata "Paese Servizi", che attualmente si occupa della struttura di via Trieste. Il leader del centrosinistra mette in cima alla lista delle preoccupazioni l'aumento delle rette. «Non ci saranno più differenze tra residenti e non residenti (ora i residenti sono 34 su 52, ndr): le rette saliranno subito da 45 a 52 euro al giorno e poi subiranno un aumento progressivo del 2,5 per cento - scandisce Mardegan - i conti sono già chiari: nel 2010 sono entrati attraverso la casa di riposo 1,8 milioni, mentre per l'anno prossimo sono stati previsti 2,1 milioni. La differenza, di circa 250 mila euro, sarà tutta pagata con le nuove rette degli utenti». Poco conta, quindi, che l'istituto "Marani" metta sul piatto 1,5 milioni per sistemare la struttura, portando i posti letto da 48 a 87, in cambio di uno "sconto" sull'affitto teorico da versare al Comune, che da 180 mila euro l'anno si fermerà a 80 mila euro l'anno. «È una svendita totale, senza contare che i dipendenti (in tutto una cinquantina, ndr) non sanno ancora quale sarà il proprio destino, e su questo le colpe vanno spartite con i sindacati - conclude l'ex sindaco - si poteva patrimonializzare la municipalizzata trasferendo la farmacia (che invece la giunta sta per vendere, ndr) in modo da consentire a "Paese Servizi" di accendere un piccolo mutuo per sistemare l'edificio: i lavori sarebbero stati fatti lo stesso senza bisogno di mettere in piedi questo bluff». I giochi, però, sono ormai chiusi.