Cantieri Visentini problema nazionale
Mercoledì 25 Gennaio 2012, Rovigo - Il caso dei Cantieri navali Visentini rischia di diventare il nuovo cataclisma occupazionale della provincia. «La crisi dei Cantieri è certamente frutto di scelte aziendali sbagliate, orientate principalmente alla compressione dei costi del lavoro più che all'innovazione e alla competitività tecnologica - osserva Lorenzo Feltrin, portavoce provinciale di Federazione della sinistra - per giunta aggravato dall'impossibilità di fruire degli ammortizzatori sociali per buona parte dei lavoratori interessati, in quanto dipendenti di piccole imprese legate ai cantieri navali con il perverso meccanismo dell'esternalizzazione e del subappalto».
Il vero aiuto potrebbe venire dalla politica. «Bene ha fatto la Fiom a lanciare un appello - prosegue Feltrin - quella dei Visentini è anche una crisi che sta dentro quella generale della cantieristica navale europea, che continua a perdere quote di mercato, oltre che decine di migliaia di occupati. I Paesi asiatici hanno investito fortemente in politiche pubbliche di sostegno al settore, l'Europa ha abbando la cantieristica navale a se stessa. Fincantieri ne è un esempio».
Politica è anche sindacato. «Il tentativo potrebbe essere quello di riuscire a connettere la questione Visentini con quella Fincantieri all'interno di una grande vertenza di valenza nazionale sulla cantieristica, chiedendo che la Regione si attivi con il Governo perché il Polesine sia incluso nel polo della cantieristica navale dell'Alto Adriatico, insieme a Venezia, Monfalcone e Trieste. Fincantieri acquisisca e rilanci le aziende del settore come i Visentini, anche con la collaborazione di Veneto sviluppo. Vengano reinternalizzate le lavorazioni, riassorbendo e riqualificando i lavoratori oggi senza tutele. Si imponga la restituzione dei fondi pubblici alle aziende che delocalizzano all'estero. Si lanci un grande piano nazionale per il sostegno alla navigabilità fluviale, alle autostrade del mare, all'innovazione tecnologica e alla sostenibilità ambientale del settore».
In questa progettualità il Polesine potrebbe assumere un ruolo di primo piano: da un lato quale porta d'accesso dall'Adriatico alla rete idroviaria e ferroviaria del Nord, dall'altro come polo della cantieristica per la flotta fluvio-marittima.
Intanto a Porto Viro i consiglieri di minoranza, uniti, hanno chiesto al sindaco Geremia Gennari e al consiglio di convocare a tema una seduta straordinaria e aperta al pubblico.