Cambiano i manager di Superjet
TESSERA. Cambio dei vertici in Superjet International, società italo-russa di Alenia e Sukhoi con sede per l'Europa a Tessera. Il nuovo amministratore delegato Carlo Logli prende il posto di Alessandro Franzoni e Carmelo Cosentino succede ad Amodeo Caporaletti alla presidenza.
Prima le difficoltà di integrazione tra due società con sede in Russia e in Italia, con ritardi sulla tabella di marcia per la certificazione al volo e le consegne in Europa; poi è arrivata la frenata di Alitalia che al nuovo jet regionale italo-russo da 100 posti, ha preferito gli aerei della brasiliana Embraer con un ordine di 20 velivoli da mezzo miliardo di euro. Ora arrivano le nuove nomine ai vertici di Superjet International - di cui Alenia del gruppo Finmeccanica ha il 25% delle azioni - che è insediata temporaneamente a Marcon, in attesa della costruzione della nuova palazzina che la ospiterà nell'area della ex officine Aeronavali di Tessera dove lavoreranno «a regime» 450 dipendenti (oggi sono 180). A Tessera, secondo i programmi, si dovranno personalizzare, allestire e commercializzare i nuovi Superjet 100 costruiti in Russia - nello stabilimento della Sukhoi a Komsomol - da commercializzare in Europa, Africa e negli Usa. In sostituzione dell'ad Alessandro Franzoni (in carica da tre anni e nominato ora direttore generale di Aermacchi e condirettore di Alenia Aeronautica) si è già presentato ai rappresentanti sindacali dei lavoratori il nuovo amministratore delegato, l'ingegnere di 50 anni Carlo Logli, già manager di Alenia Aeronautica. Alla presidenza, in sostituzione di Caporaletti, è arrivato Carmelo Cosentino, già dirigente di Aeritalia e di Aermacchi. Alenia, a tutt'oggi, non ha ancora comunicato all'esterno le nuove nomine in Superjet, proprio per evitare la contestualità con le diverse scelte di Alitalia e i ritardi nella certificazione del nuovo jet e la consegna dei primi velivoli in Europa che seguirà quella annunciata, per il prossimo gennaio, delle consegne previste alla russa Aerflot e ad una compagnia dell'Armenia. Qualche speranza per far cambiare idea ai vertici di Alitalia pare, però, ci sia ancora. Secondo Pierfrancesco Guarguaglini, amministratore delegato di Fineccanica, c'è ancora speranza di «poter recuperare» gli ordini che Alitalia ha fatto ad Embraer. «Mi batterò - ha detto - per spiegare ad Alitalia le ragioni per cui conviene acquistare i Superjet 100». A chi gli faceva notare che l'amministratore delegato di Alitalia ha preferito gli aerei di Embraer per una questione dei tempi di consegna, Guarguaglini ha risposto: «Penso che si riferisse ai tempi di certificazione al volo, ma noi siamo convinti che i tempi saranno compatibili con le eventuali consegne ad Alitalia». La segreteria Fim-Cisl nazionale in una nota stampa - in cui si chiede un «reale confronto e coinvolgimento» dei lavoratori e dei loro sindacati - dice che la scelta di Alitalia «rischia di avere ripercussioni occupazionali e sulla tenuta del progetto per il pessimo segnale che questa offre al partner russo, il quale invece ha collocato nel suo mercato, con Aeroflot, un numero consistente di velivoli». Anche la Fiom-Cgil nazionale si dice preoccupata e chiede di incontrare i nuovi vertici di Superjet, e anche il presidente di Confindustria Venezia, Luigi Brugnaro, si dice «sorpreso e contrariato» da Alitalia.
Gianni Favarato