Calzaturiero, la crisi è arrivata. I dati di Cgil e Cisl: «Il 40% dei laboratori sono senza lavoro».Migliaia di famiglie senza redditi a gennaio «Prorogate la cassa».

Calzaturiero, la crisi è arrivata. I dati di Cgil e Cisl: «Il 40% dei laboratori sono senza lavoro».Migliaia di famiglie senza redditi a gennaio «Prorogate la cassa».
Stra. «I laboratori che lavorano conto terzi nel distretto calzaturiero della Riviera (circa 450 con una media di 5-6 dipendenti) soffrono la crisi e negli ultimi 6 mesi hanno ridotto il lavoro del 40%».
A dare questi dati sono Giancarlo Da Lio (Cgil) e Massimo Meneghetti (Cisl). «La situazione del calzaturiero oramai volge al peggio nonostante le rosee previsioni dell'Acrib. Le aziende calzaturiere che prima davano in appalto il lavoro, ora per la scarsità di commesse - spiega Da Lio - tagliano ogni lavorazione esterna». Il problema però è che i laboratori garantivano occupazione a migliaia di famiglie e per molti dipendenti di queste piccole realtà artigiane non ci sono ammortizzatori sociali. «La crisi per i piccoli è arrivata dopo l'estate - spiega Meneghetti - quando i grandi si sono trovati i magazzini pieni di scarpe invendute. E' ovvio che le medie e grandi aziende abbiano tagliato i lavori all'esterno, visto che quel poco che c'è conviene farlo fare dai propri». Le dimensioni della crisi: per 200 dei 450 laboratori nei 14 comuni fra il veneziano e il padovano, non c'è più lavoro. «La situazione nel calzaturiero - dice Da Lio - che sembrava un'isola felice dell'economia rivierasca, si sta allineando a quella degli altri comparti. Il basso costo del lavoro tanto ricercato negli anni scorsi dagli imprenditori della zona si è rivelato un boomerang. Ora saltano proprio le aziende meno specializzate». Da parte della Cisl arriva l'appello invece per la proroga della cassa integrazione ancora per qualche mese nel 2010 per le piccole aziende dell'area che hanno usato per i dipendenti questo ammortizzatore: «Senza la proroga - conclude Meneghetti - centinaia di famiglie rischiano di restare senza alcun reddito da gennaio».
Alessandro Abbadir

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