Calano gli incidenti sul lavoro mentre aumenta la loro gravità
Calano gli incidenti sul lavoro mentre aumenta la loro gravità
Nasce a Belluno un organismo per il coordinamento
BELLUNO. Sicurezza sul lavoro in primo piano ieri, all'ospedale San Martino, nella prima Giornata provinciale sul tema della prevenzione degli infortuni sui luoghi di lavoro e delle malattie professionali.
La mattinata di convegno è stata finalizzata alla presentazione dell'Organismo provinciale di coordinamento in materia, costituito da diversi enti e presentato da Daniela Marcolina.
In base ai dati ilustrati da Roberto Agnesi, responsabile del programma regionale di epidemiologia occupazionale (Spisal dell'Uls 16), il Bellunese è in linea con il resto del Veneto, dove gli infortuni sul lavoro sono generalmente in calo ma permangono delle criticità, soprattutto per alcuni settori e la gravità degli incidenti.
I parametri per il calcolo della loro percentuale, in base anche alle diverse proporzioni occupazionali, tengono conto della crisi economica che da due anni ha visto ridursi notevolmente, anche nel Bellunese, il numero delle piccole aziende e dei lavoratori autonomi.
"Purtroppo al calo del numero degli infortuni sul lavoro non corrisponde anche una diminuzione della loro percentuale di gravità, anzi sta accadendo il contrario con un aumento anche di quelli mortali", afferma Daniela Marcolina.
La consistenza delle sottonotifiche, cioè il fenomeno degli incidenti, magari lievi, non denunciati, si pensa sia aumentata in relazione al sommerso, in cui molte piccole aziende e lavoratori autonomi sono ritornati in tempi di crisi come quella attuale, che dalla fine del 2008 ad oggi ha piegato le ginocchia al mondo del lavoro, ma anche agli organismi di vigilanza, sempre meno provvisti di fondi e personale.
L'Opc, parzialmente attivo sul territorio bellunese già da alcuni anni, con diverse iniziative di prevenzione e controllo condivise e portate avanti da più soggetti insieme, trae la sua ragione di rilancio proprio dalla necessità di creare una rete sinergica tra tutte le realtà che si occupano di sicurezza sul lavoro, le imprese, le parti sociali e la scuola.
"Con quest'ultima abbiamo lavorato dal 2005", spiega Marcolina, "la Rete provinciale delle scuole per la sicurezza porta avanti diverse iniziative che coinvolgono l'edificio scuola in primis, gli studenti e i futuri lavoratori. E'importante far crescere la cultura della sicurezza tra i giovani".
Ieri al lungo convegno sono intervenuti rappresentanti ed esperti dell'Arpav, Dpl, Inail (ex-Ispesl), Inps, Spisal e Vigii del Fuoco, cioè tutti i soggetti che compongono l'Opc provinciale. Oltre a questi è intervenuto anche Giuseppe Fagherazzi, presidente del Cpt, il Centro paritetico territoriale, che mette intorno a un tavolo gli imprenditori edili e le sigle sindacali del medesimo comparto (Filca, Fillea, Feneal) per azioni di prevenzione, consulenza e formazione nei cantieri. Un settore, quello edile, dove secondo fonti Spisal avviene il maggior numero di infortuni, quasi il 50% di quelli che accadono ai lavoratori autonomi, una percentuale riferita soprattutto alle piccole aziende.
A sorpresa, al secondo posto, ci sono i lavoratori del settore dei servizi, che sebbene addetti a lavori generalmente meno rischiosi, scalano la graduatoria grazie al loro maggior numero. L'incidenza infortuni nelle occhialerie risulta invece marginale, mentre desta attenzione il numero di infortuni per le medie aziende metalmeccaniche, agrindustriali, dei trasporti e del legno.
Ezio Franceschini