CRISI. Stanziati dal governo 119 milioni. Cig in deroga, per il Veneto altri 50 milioni. La Cisl: «I soldi ci sono e nessuno deve licenziare»
CRISI. Stanziati dal governo 119 milioni. Cig in deroga, per il Veneto altri 50 milioni. La Cisl: «I soldi ci sono e nessuno deve licenziare»
La Regione ha comunicato mercoledì 30 settembre, a sindacati e associazioni imprenditoriali che il ministero del Lavoro ha assegnato al Veneto altri 50 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali in deroga. La somma si aggiunge ai 10 stanziati a febbraio e ai 50 di aprile (con in più un residuo di 9 milioni non spesi nel 2008).
«Questo ulteriore finanziamento», afferma in una nota Giulio Fortuni, segretario della Cisl veneta con delega al mercato del lavoro, «ci porta vicino a quanto avevamo chiesto al governo nell'accordo del 2 febbraio (120 milioni) e dovrebbe permetterci di arrivare a coprire le necessità fino a fine anno».
A confermare la sufficienza delle risorse, per la Cisl, i dati sull'uso effettivo della Cig in deroga rispetto alle domande presentate: 56% delle ore richieste. «Abbiamo avuto conferma che le aziende nella Cig in deroga, così come in tutte le domande di Cig, si tengono larghe», dichiara Fortuni, «per avere la certezza di disporre di integrazioni salariali per i dipendenti anche nelle peggiori situazioni. A consuntivo una parte consistente delle ore richieste, ed è una cosa positiva, non è stato usato lasciando così risorse disponibili».
I dati del ministero, riferisce la Cisl, indicano che al 30 settembre sono state presentate, per la Cig in deroga, 6.800 domande per oltre 22 milioni di ore di sospensione e un costo complessivo poco sopra i 184 milioni, per integrare il salario di quasi 39 mila dipendenti. «Se sui soldi non ci sono problemi», precisa Fortuni, «altrettanto non si può dire però delle procedure burocratiche che, a volte, comportano un ritardo nei pagamenti».
Nell'incontro a Venezia si è parlato anche di regole applicative della mobilità in deroga (il sussidio che dovrebbe spettare a chi ha perso il lavoro e non ha altri ammortizzatori) e dell'attivazione dei patti di servizio per gestire la formazione obbligatoria dei lavoratori in Cig. Su entrambe le questioni la Regione si è impegnata a presentare una proposta.
Per Franca Porto, segretaria della Cisl del Veneto «Si chiude ogni pretestuosa e infondata polemica sulla presunta carenza di risorse in Veneto per gli ammortizzatori in deroga. I soldi ci sono e le aziende in crisi, comprese quelle piccole e piccolissime di tutti i settori hanno gli strumenti per fronteggiare il calo di attività causata dalla recessione senza dover licenziare dipendenti».