CRISI. La ricchezza figlia del lavoro

C'erano una volta a Verona la Cassa di Risparmio, la Banca Mutua Popolare, la Banca Cattolica e Banca Commerciale. Raccoglievano i risparmi delle persone li investivano in attività produttive; gli investimenti producevano ricchezza e posti di lavoro, quindi ulteriori risparmi che alimentavano il circuito virtuoso. Un popolo di risparmiatori, di lavoratori, di imprenditori e un tessuto sociale che cresceva con un Pil di oltre il 5 % l'anno.
Le Banche storiche del Veronese poi diventarono grandi, fondendosi con altre banche tanto e Verona venne considerata la seconda capitale finanziaria italiana dopo Milano.
Il radicamento degli istituti di credito sul territorio è stato per molto tempo un elemento determinante della crescita economica e occupazionale, come hanno capito anche i grandi gruppi bancari che ora tornano sul territorio cercando di recuperare quel rapporto di fiducia con i clienti che hanno dilapidato inopinatamente.
Apprendo ora che il gruppo Unicredit, erede della cara e vecchia Cassa di Risparmio, trasferisce la direzione del corporate, settore della banca che segue le imprese, presso la sede centrale di Milano.
Dopo il Centro ricerche Glaxo, se ne va da Verona anche una parte importante della direzione di Unicredit. Gli imprenditori veronesi come riferimento non avranno più le strutture veronesi della banca ma probabilmente un funzionario che non conosce approfonditamente l'economia veronese e non potrà tener conto di tutti gli aspetti di garanzia forniti dallo storico dell'economia e del territorio.
E' forse anacronistico che le banche tornino sul territorio, ascoltino gli artigiani, i commercianti, i piccoli imprenditori che con il loro lavoro, con il rischio supportato dai direttori di filiali hanno costruito l'Italia del lavoro più nobile e intraprendente?
La crisi ci ha insegnato che la ricchezza, il benessere e il lavoro non sono il prodotto delle intermediazioni finanziarie ma della fatica di tutti: imprenditori, operai, impiegati. Di chi non produce ricchezze virtuali ma cose.
Stiamo tutti in attesa che la crisi finisca e si avvii la ripresa, ma le nuove regole per le intermediazioni finanziarie non ci sono ancora e sarebbe paradossale se l'economia tornasse a marciare in assenza di norme per evitare una nuova crisi.
Massimo Castellani - Segretario Provinciale Cisl Verona

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