CRISI E RIPRESA. Convegno a Bevilacqua con testimonianze di imprenditori ed esponenti di associazioni di categoria

«Lavoro, a Verona ci sono 3mila posti da ricoprire»
Danese: sono profili specifici ma necessari. Giordano: occorre innovare e parlare l'inglese Furlani: investire all'estero

Imprenditori ed esponenti di categoria al convegno di Bevilacqua dedicato alla crisiInnovazione, investimenti nei mercati emergenti e risorse umane qualificate che parlano l'inglese. È la ricetta anti-crisi emersa nel convegno organizzato al Castello di Bevilacqua da Confcommercio Verona, Lions Club Legnago e Castello di Bevilacqua (di proprietà della famiglia Cerato-Iseppi).
All'incontro - dal titolo «Aggrediamo la crisi: proposte pratiche, idee, testimonianze», moderato dal Lucio Salgaro, giornalista di Telearena - hanno partecipato Federico Furlani di Simem Italia di Minerbe, Simonetta Soave di Menber's di Legnago, Bruno Giordano del Gruppo Giordano di Villa Bartolomea, Franzo Zanardi della Zanardi Fonderie di Legnago, Maurizio Danese del gruppo Pregis di Arcole e presidente di Verona Innovazione e Roberta Girelli di Ralf e presidente di Terziario donna.
Simem, di fronte ad un calo della domanda del 90% nel 2009, ha investito nell'espansione nei paesi in via di sviluppo e nell'innovazione, riuscendo così ad incrementare la domanda del 50% nel 2010 sul 2009.
Per Menber's è stato importante riuscire a far quadrato, mantenere la forza lavoro intatta, attuare nuove collaborazioni anche con università per investire sulla ricerca e svilupparsi in nuove zone del mondo come l'Australia.
Bruno Giordano (delegato per Confindustria Verona per il Basso Veronese), dopo aver lavorato per cinque anni come manager di una multinazionale nel campo della delocalizzazione di aziende dall'Italia all'estero, ha lasciato il suo posto di lavoro per investire in Italia, nel campo dell'elettronica creando a Villabartolomea il Gruppo Giordano. «Servono idee e capacità di innovazione», ha detto Giordano, «ma non esistono modelli vincenti da seguire, ogni imprenditore deve crearsi il suo. E poi, da noi nessuno viene assunto se non conosce l'inglese».
Franco Zanardi (che è anche vicepresidente di Confindustria Verona con la delega per le relazioni industriale e affari sociali) ha invece puntato il dito sulla qualità del prodotto creato da un'azienda perché la cosa importante è «non essere facilmente sostituibili sul mercato».
Maurizio Danese ha elencato una serie di dati, elaborati dalla Camera di Commercio di Verona che riguardano l'occupazione. «Al di là della crisi a Verona ci sono 3 mila posti di lavoro non soddisfatti, profili semplici e molto specializzati», ha spiegato Danese, «ma mancano le figure idonee a ricoprirli. In Italia si arriva a 147 mila posizioni dove non si trovano i profili necessari. Solo nel 9% dei casi è chiesta una laurea per il posto di lavoro. Nel 2010, su 5 mila stage attivati dalla Camera di Commercio, il 62% si è concluso con un'assunzione, anche a tempo determinato».
Roberta Girelli illustrando l'attività di «Terziario donna», una sorta di sindacato che raggruppa 3 mila aziende con al vertice una presenza femminile, ha ricordato la necessità di «pari opportunità nel mondo del lavoro tra uomo e donna con aiuti per la gestione della maternità, dei figli o degli asili nido».
La conclusione dei lavori è stata di Paolo Arena, presidente di Confcommercio: «La nostra sigla raccoglie 7 mila soci nella provincia di Verona, il 98% di queste è formato da micro aziende, vale a dire con meno di 10 dipendenti. Occorre un patto generazionale con l'ambiente della finanza e con quello politico affinché si attui una vera semplificazione che dia una mano a queste aziende». F.S.