CORRIDOIO 1. Vertice tra sindaco, ad di Ferrovie Moretti, commissario Fabris, sottosegretario Giorgetti, presidente Miozzi, Tav, i treni non passeranno tra le case
Bocciato il progetto sulla linea storica: i quartieri sono salvi. Nuova ipotesi tra i campi ma serve 1 miliardo
Alta velocità, si cambia. Il progetto preliminare, datato 2004, del passaggio a Verona con l'attraversamento di San Massimo, Chievo e la Sorte è finito nel cassetto. La decisione, che risparmia enormi disagi a migliaia di cittadini ed evita l'abbattimento di 52 edifici, è stata presa dopo un vertice a Palazzo Barbieri nel corso del quale il sindaco Flavio Tosi e il vicesindaco Vito Giacino hanno illustrato all'amministratore delegato di Rfi, Rete ferroviaria italiana, Mauro Moretti le criticità del progetto, confrontandole con i vantaggi derivanti da una diversa ipotesi di tracciato. La soluzione alternativa contempla il passaggio della linea, quadruplicata rispetto all'attuale, ad ovest, prevalentemente in zone di campagna, salvaguardando così i quartieri. Alla riunione hanno partecipato il sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti, il commissario governativo per il «Corridoio 1» Mauro Fabris, l'assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso e il presidente della Provincia Giovanni Miozzi. Nell'incontro si è stabilito di modificare entro Natale l'accordo di programma già stipulato tra Comune, Provincia, Regione e Italferr e di redigere, entro giugno, il progetto preliminare del tracciato alternativo. Su questo punto, al termine della riunione, tutti si sono detti d'accordo. Resta il problema del reperimento delle risorse per finanziare il percorso indicato da Palazzo Barbieri. Il tracciato alternativo comprende infatti 6,8 chilometri in galleria. Un «dettaglio» che fa lievitare i costi in modo esponenziale: dai circa 300 milioni di euro del preliminare del 2004 si passerebbe, secondo un calcolo approssimativo, a circa un miliardo. Una cifra ingente per coprire la quale non basterà di certo vendere la ghiaia di cui il sottosuolo è ricco.
Ieri quindi, nella sala Pasetto del municipio, è stato compiuto un passaggio molto importante anche se la strada per concretizzare la proposta veronese rimane ancora lunga.
L'approvazione del nuovo tracciato, commenta il sindaco Tosi, «rappresenterebbe un enorme sollievo per i quartieri interessati, che anziché essere penalizzati, potrebbero contare su nuovi spazi sui quali realizzare opere alternative come piste ciclo-pedonali o nuovi percorsi per il trasporto pubblico, inoltre il nuovo progetto avrebbe il merito di ricompattare il tessuto urbano, evitando un cantiere che sarebbe molto pesante da ospitare in piena città e si troverebbe una soluzione assolutamente compatibile anche dal punto di vista ambientale».
Sui costi Tosi è possibilista. «Facendo le giuste mediazioni», afferma, «si può ottenere un progetto economicamente sostenibile». E aggiunge: «Per la tutela dell'ambiente, in Trentino Alto Adige sono state fatte previsioni di costo altissime, lo stesso rispetto per l'ambiente dovrà essere perseguito anche nella nostra città». L'incontro di ieri ha accantonato, oltre al progetto del 2004 anche le polemiche dei giorni scorsi sulla «sparizione» a Roma della proposta presentata l'anno scorso dal Comune alle Ferrovie dello Stato.
Il numero uno di Rfi, infatti, promuove a pieni voti il tracciato alternativo: «Dal punto di vista urbanistico migliora la situazione, ora dobbiamo esaminarlo da un punto di vista tecnico per renderlo economicamente sostenibile». E sottolinea: «Come siamo allineati sull'obiettivo dobbiamo adesso trovare il modo concreto per poterlo realizzare». La principale criticità, spiega, «sono le numerose gallerie poiché si vuole decentrare anche la linea storica». Quanto ai tempi, fa sapere: «Ora dobbiamo modificare l'accordo di programma, e su questo tutti siamo d'accordo. È stato già individuato un gruppo tecnico che deve dare delle specifiche più chiare allo studio di fattibilità, poi si farà la progettazione preliminare».