COOPERATIVE SOCIALI. Contratto scaduto. Ieri 500 lavoratori a Padova in protesta
Sabato 4 Dicembre 2010, Padova - (F.Capp) Cinquecento lavoratori delle cooperative sociali provenienti dalle sette province del Veneto si sono ritrovati ieri mattina a Padova per una manifestazione decisa e compatta. La protesta, per accedendere i riflettori sul mancato rinnovo contrattuale di questi operatori impegnati nell'assistenza socio sanitaria, assistenziale ed educativa nei centri diurni per disabili, nelle strutture per la salute mentale e nelle case di riposo.
Hanno organizzato un sit-in per sollecitare un'intesa che restituisca dignità e professionalità alle loro figure altamente qualificate. L'interruzione delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro determina un clima di forte disagio in tutte le aziende cooperative che si occupano di servizi sociali alle persone.
«L'arrogante posizione delle parti datoriali che negano il rinnovo contrattuale, nascondendosi dietro la crisi economica, a fronte di un aumento costante di margini operativi lordi in attivo (utili aziendali), come annunciato nelle riunioni delle leghe delle cooperative, costringe il sindacato ad una dura risposta. Per questo Fp Cgil - Cisl Fp - Fisascat Cisl - Uil Fpl nazionai hanno deciso - spiegano i confederali - di organizzare questa protesta con ventun manifestazioni regionali contemporanee».
Forzate dal silenzio delle associazioni di categoria e delle istituzioni, le organizzazioni sindacali denunciano «il mancato rinnovo del contratto, che conta un ritardo di 17 mesi, e che interessa a lavoratori con stipendi medi di circa 900 euro lorde al mese, che operano spesso in condizioni di precarietà nonostante l'alta qualificazione professionale». Lavoratori quotidianamente impegnati a garantire servizi essenziali e sostegno alle persone: nei centri diurni per disabili, nelle strutture per la salute mentale, nel servizio di assistenza domiciliare, nelle case di riposo per anziani, nei poli di assistenza per disabili. «38 euro lordi come offerta di rinnovo contrattuale a chi ha già degli stipendi minimi è segnale di una mancata responsabilità della politica regionale, provinciale e comunale - concludono i sindacati - alla faccia della qualità di mantenimento dei servizi promessi».