CONVEGNO. Progetto Ue presentato alla Cisl. Così cambia il lavoro per i giovani europei
CONVEGNO. Progetto Ue presentato alla Cisl. Così cambia il lavoro per i giovani europei
La sociologa Ponzellini: «Cercano ricompense materiali, ma anche relazioni sociali»
Giovani e lavoro: qualcosa è cambiato? A quanto pare sì. Lo confermano i risultati del progetto europeo Sprew (Social Patterns of Relation to work) presentato alla cisl di Verona dalla sociologa del lavoro Anna Maria Ponzellini alla presenza del neo segretario generale Massimo Castellani e di Francesca Pavanello dell'Ust cisl. La ricerca, iniziata nel giugno 2006 e conclusasi ad agosto 2008, ha interessato sei Paesi Ue: Belgio, Francia, Germania, Italia, Ungheria e Portogallo e ha voluto indagare il cambiamento di significato che le nuove generazioni europee attribuiscono al lavoro.
La Commissione Ue, che ha finanziato il progetto, si è posta questi obiettivi: analizzare il cambiamento del significato del lavoro, individuare i fattori che conducono alla solidarietà tra generazioni o che viceversa possono generare tensioni. Lo scopo è capire se esista un conflitto intergenerazionale e quali possano essere le politiche opportune da parte di istituzioni e imprese.
Lo studio ha individuato tre generazioni: quella che comprende i lavoratori oltre i 50 anni (vecchia generazione); quella di coloro che ora hanno un'età tra i 30-50 anni (generazione di mezzo) e l'ultima che raggruppa i più giovani (meno di 30 anni). «Per tutti», ha evidenziato la Ponzellini, «il lavoro mantiene la sua caratteristica di riferimento importante per l'organizzazione di identità, tempo e sviluppo. Tuttavia in tutti i Paesi osservati, l'atteggiamento verso il lavoro è caratterizzato da una nuova integrazione tra strumentalità, ricerca di espressività e socialità. Significa che i giovani vanno sì alla ricerca di ricompense materiali (lavorano anche mentre studiano, danno importanza ai soldi), ma anche di autorealizzazione e di relazioni sociali soddisfacenti. Inoltre le donne hanno un comportamento analogo a quello dei maschi almeno fino a che non hanno figli. In compenso gli uomini cercano un equilibrio tra lavoro e famiglia più delle altre due generazioni».M.F.