CONVEGNO. L'intervento del prof. Ichino. Il lavoro sociale La marcia in meno del Nord-Est
La ricchezza del nordest? Non solo fabbriche, ma tanto lavoro "sociale", inteso come la produzione di beni e servizi per la casa e la famiglia. Sarebbe questa la marcia in più, ma anche in meno, dell'economia italiana secondo Andrea Ichino, noto economista e docente all'università di Bologna, intervenuto in sala Bellavitis su invito del Gruppo 360° e in collaborazione con il movimento civico "Cittadini per Bassano".
Il titolo dato dai promotori alla serata, La meglio Gioventù (disoccupata) è stato il leit motiv di un incontro caratterizzato dall'acceso intervento del pubblico, ma anche degli assessori presenti in sala, Alessandro Fabris (alle attività produttive) e Lorenza Breda (al sociale).
L'economista è partito dalla tesi dimostrata nel suo ultimo libro (L'Italia fatta in casa, a quattro mani con Alberto Alesina): nonostante l'Italia produca, secondo le statistiche, molto meno di altri Paesi europei e non solo, gli italiani lavorano giornalmente in media molto di più, se si considerano anche le ore lavorate in casa o per la famiglia. Dato l'alto valore sul mercato italiano di tali servizi (assistenza anziani, bambini, sostegno compiti, cucina, etc), il Pil italiano ricalcolato in base a questi nuovi parametri sarebbe più che raddoppiato. Un sistema, quello italiano basato sulla famiglia, che avrebbe secondo il professor Ichino anche dei grossi svantaggi, come il basso tasso di produttività delle donne sul mercato e la scarsa disponibilità allo spostamento dell'italiano medio, con conseguente immobilismo sociale e ricerca spasmodica del posto fisso.
La "soluzione"? Cambiare il proprio atteggiamento e valutare con sincerità le proprie preferenze, senza rifiutare in toto il sistema Italia né distruggere la famiglia ma adottando degli adeguati correttivi che rimettano in pari una situazione ormai sull'orlo del collasso («da sala da ballo del Titanic poco prima dello scontro con l'iceberg» è la definizione di Ichino). Ad iniziare dal riequilibrio dei carichi familiari, che gravano sulle donne, e una diversa valutazione del lavoro femminile, con una detassazione che possa lasciare alle donne il tempo di curare figli e famiglia e demotivi gli uomini al superlavoro.
I presenti, che hanno affollato saletta Bellavitis sino all'ultimo ordine di seggiole, hanno restituito al professor Ichino un'immagine chiara delle preoccupazioni più diffuse in questo periodo di (post) crisi, ponendosi e ponendo interrogativi sulle possibilità offerte ai giovani che si affacciano ora al mondo del lavoro, sul funzionamento del sistema fiscale e riportando le proprie esperienze sul lavoro e in famiglia. CH.B.