CONGRESSO FNP-CISL. Pensioni da fame: «Svalutate del 60%»

Venerdì 21 Ottobre 2011, MOGLIANO - «E' necessario recuperare il potere d'acquisto delle pensioni che negli ultimi 17 anni è stato dimezzato a causa di mancati adeguamenti Istat e addizionali Irpef». E' il messaggio forte scaturito dall'assemblea della Federazione dei pensionati Cisl del Veneto che si è tenuta ieri al hotel Move di Mogliano. Numerosi gli interventi dei delegati Fnp che hanno sottolineato la necessità di riscattare le condizioni dei pensionati costretti a vivere, in molti casi, ai limiti della sopravvivenza come gli anziani con la minima. Un pensionato che percepisce attualmente una pensione di 1.234 euro al mese ha visto ridursi, dal 1993 ad oggi, il potere d'acquisto di oltre la metà (62,3%). Il pensionato con la minima di 460,97 euro mensili ha perso il 9,4% del potere d'acquisto, mentre le pensioni basse con 14 mensilità (684 euro al mese) il calo è stato quantificato nel 23,7%.

      «Numeri che si commentano da soli - sbotta Adolfo Berti segretario generale Fnp-Cisl Veneto - scontiamo purtroppo le conseguenze dei ripetuti mancati adeguamenti delle pensioni al costo della vita. Il nostro studio evidenzia l'incredibile paradosso che ad essere maggiormente penalizzati sono i pensionati che vantano un percorso contributivo completo. Il nostro Paese ha assoluta necessità di una riforma fiscale complessiva che abbassi il peso della tassazione su lavoratori dipendenti e pensionati, le due categorie che stanno pagando il peso della crisi garantendo l'83% delle entrate fiscali dello Stato».

      È intervenuto anche Gigi Bonfanti, segretario nazionale Fnp-Cisl. I lavori dell'assemblea proseguiranno anche oggi.

      Nello Duprè

Vedi anche...