CONGIUNTURA & PREVISIONI. I dati diffusi dall'Unic registrano la caduta del primo semestre. Ma il 2010 sarà migliore. La concia vede un raggio di luce dopo la tempesta. Mastrotto: «O eliminiamo i dazi in tutti i paesi, o li introduca anche l'Ue»
CONGIUNTURA & PREVISIONI. I dati diffusi dall'Unic registrano la caduta del primo semestre. Ma il 2010 sarà migliore. La concia vede un raggio di luce dopo la tempesta. Mastrotto: «O eliminiamo i dazi in tutti i paesi, o li introduca anche l'Ue»
ARZIGNANO
Dicono che la concia sia, con l'orafo e il tessile, una delle palle al piede dell'economia vicentina. Ora, che i numeri degli ultimi anni, amplificati dall'ultimo crac globale, siano preoccupanti è un dato assodato. Che però ci sia qualche spiraglio, diffuso dall'Unione nazionale industria conciaria (Unic), di ottimistica luce in prospettiva futura, aiuta a tenere lontani gli iettatori più incalliti.
CONGIUNTURA
L'Unic ha diffuso i numeri relativi al distretto di Arzignano e, per il recente passato, confermano il disastro: nel primo semestre 2009 si registra una contrazione media generale del fatturato stagionale di poco superiore al 20%, in linea con il dato complessivo nazionale. Per quanto riguarda l'export, alla flessione del 28% registrata nei primi tre mesi dell'anno, si contrappone una crescita del 10% nel secondo trimestre. Numeri da record anche per la Cassa integrazione che nei primi 8 mesi del 2009 ha raggiunto quota 220mila ore (erano state 21mila nello stesso periodo del 2008). Nelle ultime settimane si è però rilevato un rallentamento del dato negativo che fa ben sperare.
PROSPETTIVE
Il futuro sarà meno nero di quel che il passato lascia temere. L'Unic non esita a parlare di «cauto ottimismo». E la tendenza quindi è verso un ulteriore, leggero e graduale ridimensionamento, a fine 2009, della perdita complessiva del distretto. Dalle sensazioni emerse nelle prime fiere autunnali, le speranze più diffuse danno un progressivo recupero nel corso del 2010.
IL PARERE
A incidere sulla dinamica del settore sono i forti aumenti della materia prima, che ha visto rincari tra il 30 e il 70 per cento,«La difesa del grezzo europeo è fra i problemi più urgenti da risolvere per le nostre aziende - sostiene Rino Mastrotto, vicepresidente di Unic -. L'aggressività attuale dei concorrenti, in particolare cinesi, nell'accaparramento del grezzo ha costretto la categoria a intensificare le ricorrenti azioni verso le autorità nazionali e comunitarie per frenare le scorrettezze e reclamare la reciprocità delle regole. O vengono eliminati i dazi in tutti i paesi, oppure devono essere introdotti anche dall'Unione europea. Lo squilibrio attuale condiziona pesantemente la concorrenzialità delle nostre imprese sul mercato».
L'AMBIENTE
Secondo Unic, le spese per la diminuzione dell'impatto ambientale hanno inciso nel 2008 per il 3,1% sul fatturato, prevalentemente per la depurazione delle acque. «Le concerie italiane e in particolare il distretto della concia del Veneto hanno compiuto enormi passi avanti nel campo della responsabilità ambientale e sociale - sottolinea Mirko Balsemin, consigliere Unic -. Crediamo che i gestori degli impianti di depurazione dovrebbero essere invitati dalle amministrazioni locali alla miglior tariffazione possibile a fronte di un uguale impatto ambientale. Se ciò fosse possibile le imprese sarebbero più competitive. Le aziende vogliono rispettare le normative ambientali ma non pagare più del dovuto».
Marino Smiderle