CONFCOOP-FEDERABITAZIONE. Nuovi appartamenti pubblico-privati

"Social housing" per costi e affitti calmierati

Domenica 5 Dicembre 2010, Padova - (M.B.) Riuscire ad avere una casa di proprietà per le famiglie e i giovani sta diventando sempre più difficile. E questo incide in maniera rilevante sul declino demografico. Una tendenza che potrebbe essere invertita attraverso strumenti quali il "social housing", in cui il finanziamento pubblico e il capitale privato si trovano a lavorare in partenership per la costruzione di nuovi alloggi da immettere nel mercato immobiliare a costi e a canoni d'affitto calmierati. Una soluzione, proposta da Confcooperative - Federabitazione Veneto, che andrebbe quindi incontro alle esigenze soprattutto delle giovani coppie. A Padova, secondo una rilevazione effettuata al 30 giugno scorso, le cooperative che si dedicano al settore dell'edilizia abitativa sono 26; comprendono 919 soci, e muovono un fatturato di 22,3 milioni di euro. In Veneto invece il dato complessivo riporta la presenza di 117 cooperative per 3745 soci con un fatturato di 66,8 milioni di euro.
«L'abbuffata delle case di proprietà è finita - ha detto Angelo Grasso, presidente di Federabitazione Veneto, intervenendo al convegno sulle "Politiche abitative d'aiuto alle famiglie e ai giovani contro il declino demografico" - ora bisogna realizzare una politica per i ragazzi e per le giovani famiglie. Creare soprattutto alloggi per la locazione da porre poi sul mercato immobiliare. Invitiamo quindi le forze sindacali e politiche, la Regione in primis, ad avviare un partenariato tra il capitale pubblico e quello privato».
«Anche la questione abitativa dovrà trovare spazio nello Statuto - ha ricordato Carlo Alberto Tesserin, presidente della commissione Statuto della Regione - e il fatto di essere in ritardo nella sua stesura in questo caso è positivo, perché possiamo toccare problemi che fino a qualche tempo fa nemmeno esistevano, come quello delle politiche abitative. Una questione di estrema importanza, specialmente per i giovani, in questo momento di crisi economica».