CISL IN ASSEMBLEA. Seconda giornata di lavori del sindacato con l'intervento del leader nazionale. Franca Porto, segretaria uscente, verso la conferma. Oggi il voto. «Il Veneto, laboratorio anticrisi»
CISL IN ASSEMBLEA. Seconda giornata di lavori del sindacato con l'intervento del leader nazionale. Franca Porto, segretaria uscente, verso la conferma. Oggi il voto. «Il Veneto, laboratorio anticrisi»
L'intervento di Bonanni al congresso regionale: «In momenti difficili serve
collaborazione, non confusione»
Il giorno di Raffaele Bonanni al congresso regionale della Cisl Veneto nell'auditorium di
Veronafiere è iniziato alle 10.20. Il segretario confederale ha ascoltato per più di due ore i delegati e
Tiziano Treu, senatore del Pd e «amico della Cisl», come lo ha salutato Franca Porto, segretaria
regionale uscente, e rientrante, quando oggi si svolgeranno le votazioni del Consiglio generale
regionale. «Siamo dentro nella crisi fino al collo», ha affermato Treu. «Siamo ottimisti, ma non
stupidi. Questa crisi ha radici non finanziarie ma economiche e sociali e nasce da profondi squilibri
e disuguaglianze».
Alle 13 Bonanni ha iniziato a parlare e ha toccato subito il tasto della tradizione veneta: la cultura
contadina, che «ha sostenuto la linea nazionale della Cisl. I veneti hanno interpretato
eccellentemente un atteggiamento di impegno e responsabilità piuttosto che di confusione». In
questo Bonanni ha sottolineato l'origine contadina della più occidentale delle regioni del Nordest,
dove la congiuntura morde, dove la Cisl è il primo sindacato regionale e dove le nuove forme di
contrattazione decentrata hanno trovato il loro laboratorio. Ai 500 delegati al congresso,
rappresentanti di 466.677 iscritti, il 6,11% in più rispetto al 2005, Bonanni ha parlato di persone,
lavoro, lavoratori e padroni, ma anche di politica, maggioranza e opposizione, governo e ministri,
senza fare nomi. «Nei momenti difficili, e questo è un momento difficile dal quale non abbiamo
ancora elementi per dire che ne stiamo uscendo, se c'è confusione emergono i peggiori. Se c'è
collaborazione e condivisione escono i migliori». Il riferimento è al contrasto con la Cgil, che non
ha firmato la riforma del modello contrattuale. «Spero che la Cgil torni presto con noi», ha
auspicato Bonanni, «dopo il fallimento della sua politica» mentre per quanto riguarda la Cisl, in
questa partita «abbiamo guadagnato iscritti, grazie al buon senso, al dialogo e al confronto».
Bonanni ha sottolineato che «una Cisl ferma e serena ha ottenuto tanti soldi quanti mai ne erano
arrivati per i lavoratori con gli ammortizzatori. Otto miliardi sono davvero tanti, aggiunti ad altri 2-
3 già stanziati e alle risorse straordinarie di cassa integrazione sui fondi», ha sottolineato Bonanni
precisando che il sindacato ha chiesto di estendere il più possibile i contratti di solidarietà.
Ai delegati ha ricordato che il punto di forza del Nordest è il manifatturiero, che decentramento
significa assunzione di responsabilità, che il controllo dei fondi alle Regioni sposta da Roma alle
Unioni sindacali territoriali il campo delle trattative, ma che la visione complessiva deve tendere a
un sindacato unito per superare le attuali «condizioni pericolose». «Da 20 anni a questa parte», ha
affermato il leader della Cisl, «si sono indebolite le nostre tasche e si è indebolita anche la
democrazia. Si è distrutto il lavoro, lasciando che la finanza lo vampirizzasse».
Il lavoro, quindi, deve tornare al centro dell'attenzione come recita lo slogan del decimo congresso
della Cisl Veneto «Noi vivremo del lavoro». «Per noi la persona e il lavoro sono sempre stati
centrali. Dobbiamo prepararci a nuovi scenari, a controparti che oggi sono diverse. Per avere nuove
prospettive che devono essere nuove, altrimenti non sono prospettive».
Giovanni D'Alessio
L'ARENA DI VERONA - Venerdì 24 aprile 2009