CHIMICA Piero Pelù, leader del gruppo, ha telefonato a Nicoletta e a Lucio: presto li incontrerà. Anche i Litfiba per Vinyls

CHIMICA Piero Pelù, leader del gruppo, ha telefonato a Nicoletta e a Lucio: presto li incontrerà. Anche i Litfiba per Vinyls
In attesa dell'incontro di venerdì a Roma, continua la protesta

Mercoledì 22 Giugno 2011, Venezia - Dopo Vasco Rossi è la volta di Piero Pelù, il leader dei Litfiba. Non ha ancora incontrato i lavoratori di Vinyls Italia, perché è pieno di impegni artistici, ma ha voluto intanto farsi sentire per assicurare la propria solidarietà. Ieri ha telefonato e ha parlato con Lucio Sabbadin e Nicoletta Zago, i due operai che lo scorso 11 giugno si sono incontrati con Blasco dietro al palco dell'Heineken Jammin' Festival, gli stessi che l'8 maggio avevano incontrato anche il Papa Benedetto XVI, il giorno in cui disse messa al parco di San Giuliano. Anche Pelù è rimasto molto colpito dalla storia di queste persone, dipendenti di una fabbrica chiusa da due anni ormai, nonostante il mercato italiano abbia fame di pvc, la materia di base prodotta dalle fabbriche del gruppo a Marghera, Porto Torres e Ravenna, utilizzata per produrre cellulari, sacche per il sangue, materiali per l'edilizia, per il settore automobilistico... Sono senza stipendio da febbraio scorso, ma sono ugualmente costretti a lavorare per garantire la sicurezza degli impianti. Il leader dei Litfiba ha promesso che presto incontrerà i lavoratori, intanto la loro lettera indirizzata al rocker verrà pubblicata sul sito ufficiale del gruppo (www.litfiba.net). Tutti i personaggi che entrano in contatto con questi operai, nove dei quali che hanno appena interrotto uno sciopero della fame durato 14 giorni, perché troppo indeboliti, e che continuano la loro protesta non violenta, rimangono colpiti da una vicenda che ha dell'incredibile. Ma soluzioni per il futuro dei 170 lavoratori e delle loro famiglie, non arrivano.
Ieri si sono riuniti in assemblea per fare il punto della situazione, in attesa dell'incontro che finalmente è stato convocato a Roma dal ministero dello Sviluppo economico, con istituzioni, commissari straordinari e sindacati. Dal confronto, che si sarebbe dovuto tenere ancora 25 giorni fa, dipendenti e loro rappresentanti si aspettano risposte: sul pagamento degli stipendi arretrati (pare che i commissari abbiano trovato qualche soldo per saldare almeno un mese) e delle integrazioni promesse da Regione e Provincia, sull'esito delle trattative con l'unico offerente rimasto del bando internazionale, la Igs che vuole solo Ravenna, sulle manifestazioni di interesse di due non meglio precisati gruppi, uno veneto che vuole parte degli impianti di Marghera (solo quello per il pvc), e uno interessato a tutta la fabbrica veneziana, ma per produrre altro, e chiudere l'esperienza chimica.
Nel frattempo, in attesa dell'esito dell'incontro a Roma, i dipendenti continueranno con l'ultima protesta messa in atto mercoledì scorso: la fermata del trattamento acque inquinate (ma i depositi possono raccoglierle ancora per due giorni, dopodiché probabilmente la Prefettura interverrà precettando i dipendenti) e del termocombustore, la torcia che serve alla vicina Syndial (gruppo Eni) in caso di emergenza dei suoi impianti.

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