CASSA IN DEROGA Viafora (Cgil): «Molti altri casi in Veneto». Cisl: «Demagogia».

CASSA IN DEROGA Viafora (Cgil): «Molti altri casi in Veneto». Cisl: «Demagogia». Non solo Diadora 245 aziende a rischio
Sabato 18 Dicembre 2010, Diadora è solo la punta di un iceberg che ha gelato i lavoratori di altre 245 aziende venete, secondo la Cgil del Veneto escluse dal nuovo patto sulla cig in deroga del 7 dicembre. E l'Unioncamere annuncia: nel Nordest si perderanno altri 6.500 posti.
«Cgil Veneto esprime pieno appoggio ai lavoratori di Diadora così come a tutti i lavoratori di aziende in crisi esclusi dall'accesso alla cassa integrazione in deroga - denuncia Emilio Viafora, segretario della Cgil veneta -. L'accordo separato firmato in regione il 7 dicembre con la contrarietà della Cgil sta producendo danni pesanti per la vita di migliaia di lavoratori di varie province e settori espulsi dai processi produttivi che il 30 dicembre si troveranno davanti allo spettro della disoccupazione, non potendo contare su ammortizzatori che ne mantengano vivi legami e percorsi volti a favorirne la rioccupazione oltre che garantirne un sostegno al reddito. La Cgil chiede alla Giunta Regionale di cancellare quell'accordo per ripristinare le condizioni in vigore nel 2010, come hanno fatto le altre Regioni». Gli 84 lavoratori di Diadora non riassorbiti dal salvataggio dello scorso anno da parte di Lir (gruppo Moretti Polegato) saranno in assemblea pubblica la mattina del 24 dicembre, a Caerano San Marco (Treviso).
La Cisl con Giulio Fortuni (segretario regionale all'industria) spiega così la sua posizione: «I lavoratori della Diadora non sono stati lasciati soli, hanno diritto all'assegno di mobilità che con l'accordo del 7 dicembre è stato allungato per i più giovani da un minimo di un anno e massimo di tre, poi nell'intesa è stata varata la mobilità in deroga, che dura da 1 a 2 anni e ha lo stesso importo della cassa in deroga, circa 800 euro. E ci sono fondi anche ai corsi di riqualificazione e servizi di ricollocamento. Evitiamo la demagogia».
Sul fronte dell'occupazione le prospettive rimangono pessime: 64mila unità in meno per Unioncamere nel quarto trimestre 2010, concentrate soprattutto nel settore turistico. A un terzo dei nuovi assunti (94mila) verrà proposto un contratto a tempo indeterminato. Nel Nordest si dovrebbe registrare il maggior numero di assunzioni (34.700) con un saldo a fine trimestre di -6.500 unità.

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