CANDIDATURA 2019. Il marchio " Tre Venezie" fa più presa di "Nord Est". Capitale della cultura nella metropoli veneta
CANDIDATURA 2019. Il marchio " Tre Venezie" fa più presa di "Nord Est". Capitale della cultura nella metropoli veneta
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Undici milioni in più di visitatori, ricadute economiche massicce, eredità materiale ed immateriale al termine del grande evento: Vicenza guarda al 2019 ed alla candidatura del Nord Est quale Capitale europea. Ieri è stato infatti anticipato nel capoluogo berico lo studio che aprirà, nella mattinata odierna, il "FestivaldelleCittàImpresa". Studio realizzato con il sostegno di Adacta e di Nordest Europa.it ed affidato a Roberto Daneo, ideatore del progetto Expo 2015.
La ricerca ha l'obiettivo di avviare una riflessione "politica" sull'opportunità di una candidatura che abbracci tutto il Triveneto. Flavio Albanese, che ha ospitato l'incontro nel suo studio in contrà Pusterla, ha insistito «sulla necessità di creare un rapporto costante e profondo tra cultura ed il territorio». Il professionista ha inoltre posto l'accento sull'importanza di «prepararsi a questa sfida senza offendere la natura e quindi prestando massima attenzione alle nuove costruzioni». «Tale evento - ha sottolineato Roberto Daneo - ha senso nella misura in cui riuscirà ad innescare processi di stimolo dell'industria culturale e delle creatività che trovano nel Nord Est terreno fertile e livelli di eccellenza».
Il modello delle Tre Venezie potrà essere in grado d'imporre il concetto di "regione metropolitana", che guarda oltre gli schemi legati alla "cinta daziaria" di un centro urbano per costruire reti d'innovazione. Raggiungere questo ambizioso obiettivo diventa fondamentale, quindi, sia perché in grado d'incidere su flussi turistici e sulla programmazione culturale, sia perché si tratta di un "evento promozionale" in grado di imporre la dimensione creativa di queste terre.
«L'idea proposta è quella di un metrò culturale - ha continuato Roberto Daneo - con 14 linee ispirate ad altrettanti itinerari che il visitatore potrà percorrere a suo piacimento. Qui si tocca, naturalmente un tasto dolente: si dovrà infatti provvedere, al più presto, allo sviluppo di connessioni e servizi più efficienti».
Osservando da un punto di vista prettamente economico i dati parlano da soli: si stimano 11 milioni di visitatori in più che incideranno su produzione, valore aggiunto ed occupazione. Per quanto riguarda l'effetto della spesa organizzativa sull'economia dell'area due gli scenari ipotizzati: uno medio, che prevede un budget di 41 milioni di euro ed uno elevato, che ne ipotizza 89, che produrranno risultati considerevoli sul valore aggiunto, destinato a crescere in misura pari alla spesa investita.
Sempre parlando d'impatto sono state avanzate alcune cifre significative distinguendo tra impatto per spese dirette organizzative, per presenze turistiche e sul gettito fiscale. Per il primo si stima un +155 milioni di euro di produzione e +87 milioni di valore aggiunto; per il secondo +1000 milioni (produzione) e +710 milioni (valore aggiunto); per il terzo da calcolare sono le imposte dirette mentre quelle indirette possono essere quantificate con un +220 milioni.
Non vanno, infine, sottovalutate le eredità al termine di questo anno: miglioramento di infrastrutture e trasporto, riqualificazione urbana, crescita dell'offerta ricettiva e dei servizi. Infine, ultimo accenno dello studio al nome: «Parlare di Nordest, fuori dall'Italia, ha poco senso ed evoca, eventualmente, Finlandia e Paesi Bassi. Meglio quindi cercare un'alternativa, magari riscoprendo il termine delle Tre Venezie che, nelle lingue ufficiali di lavoro dell'Ue (francese, inglese e tedesco) eserciterebbe una forte attrattiva e farebbe subito capire il senso prezioso di questa candidatura regionale».
Claudia Milani Vicenzi