«Bus e opere, i tagli paralizzano il Veneto». Dalle aziende di trasporto ai costruttori, levata di scudi contro la scure della Regione
«Bus e opere, i tagli paralizzano il Veneto». Dalle aziende di trasporto ai costruttori, levata di scudi contro la scure della Regione
Le aziende di trasporto: «Chiudiamo». Protestano anche costruttori, agricoltori e il settore del turismo
VENEZIA- Le categorie economiche protestano. Le aziende trasporti minacciano. La scure della Regione sui fondi a opere pubbliche, agricoltura e autobus, scatena allarmi e forti critiche in Veneto. Amaro Stefano Pelliciari, presidente regionale dell'Ance. «prenderemo un anno di vacanza - ironizza - peccato che le dopo la chiusura non riapriranno» . Di sopravvivenza a si parla nel trasporto pubblico locale, con stanziamenti passeranno dai 278 milioni di del 2010 ai 211 dell'anno prossimo, un taglio del 25%per i sindacati, non oltre il 6%per l'assessore regionale Renato Chisso. «Così chiude il servizio» si legge in una nota dei sindacati. Protestano gli agricoltori. Confturismo l'ipotesi tassa di scopo.
La scure sta per calare sul bilancio regionale tutti gli assessorati e le «vittime reagiscono, magari nella speranza di riuscire a ottenere più soldi rispetto a quanto annunciato dalla giunta Zaia. Una possibilità tutta lasciata al passaggio, per l'approvazione finale, a Palazzo Ferro Fini, confidando nel buon cuore- e nella sensibilità ai rispettivi bacini elettorali - dei consiglieri regionali. Impresa ardua di fronte all'entità della sforbiciata: nel 2011 undici assessorati (esclusa la Sanità) si divideranno 442 milioni euro, mentre l'anno scorso potevano contare su 350 milioni euro di entrate statali in più e su 600 milioni di euro per investimenti adesso azzerati per eccessivo indebitamento della Regione. prima linea contro il bilancio lacrime e sangue» le organizzazioni di categoria di edilizia, trasporto pubblico, turismo e agricoltura, settori dove già la crisi economica ha colpito duro. Da tutte le voci la consapevolezza della difficoltà del momento e dare atto alla Regione di far bene affondare il bisturi più in casa propria che su settori ancora più delicati come il sostegno al reddito dei lavoratori in difficoltà, servizi sociali, treni e autobus per pendolari. Ma chi vede l'ombra della falce sul capo chiede maggiore considerazione. Amaro Stefano Pelliciari, presidente regionale dell'Ance, l'Associazione nazionale costruttori edili, comparto dove - come nella Sicurezza- la spesa per investimenti della Regione è stata azzerata. «Ci prenderemo un anno di vacanza- ironizza Pelliciari- peccato che le imprese dopo la chiusura non riapriranno. Che andrà a finire così i nostri politici proprio non vogliono Non che ci aspettassimo chissà cosa da questo bilancio, ma un simile disinteresse per settore che ovunque nel mondo considerato volano dello sviluppo dell'intera economia... Lunedì riuniremo il direttivo veneto e valuteremo il da farsi, chiederemo un incontro all'assessore Massimo Giorgetti» . Di sopravvivenza a rischio parla nel trasporto pubblico locale, con stanziamenti che passeranno dai 278 milioni di euro 2010 ai 211 dell'anno prossimo, un taglio del 25%per i sindacati, non oltre il 6%per l'assessore Renato Chisso. «Così chiude il servizio - si legge una nota delle organizzazioni dei lavoratori di settore Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti- Non aumentare i biglietti e le corse per garantire sussistenza di un servizio di pubblico. Se si diradano le corse si ridurranno utenti e da traffico» . Per difendere loro bilanci, i presidenti di tutte le aziende del trasporto pubblico locale del Veneto hanno scritto una lett
era al presidente della Luca Zaia. «Così- si si determina la morte certa o la drammatica riduzione di servizio sociale indispensabile per milioni di cittadini veneti, dissesto finanziario di tutte aziende di trasporto, il licenziamento di migliaia di lavoratori nel settore. Tutto ciò anche se aumentassero fortemente le che risulterebbero insostenibili per gli utenti» . Qualche speranza di far recedere la Regione per Confservizi Veneto, l'associazione delle con i vertici convocati martedì prossimo dall'assessore Chisso (Pdl). Infuriato per trattamento al suo turismo, comparto economico regionale, Marco Michielli, presidente di Confturismo-Confcommercio. «Non solo i fondi per l'assessorato, che comprende pure Montagna e Commercio estero sono crollati da 42 a 15 milioni di euro- ruggisce l'albergatore - ma stanno destabilizzando settore con la proposta di tassa regionale "di scopo"che tanto di vecchia tassa di soggiorno. Un balzello sul turista che renderebbe ancora meno competitivi sul mercato. La sola proposta sta già allarmando gli operatori internazionali che già ci chiedono di abbassare i prezzi, in periodo dove le presenze restano stabili, mai nostri fatturati crollati anche della metà» . controparte istituzionale di l'assessore leghista Marino Finozzi, ammette la cassa vuota. Però spiega come già trovato fonti alternative di «Recupereremo circa dieci milioni di euro dallo Stato grazie a progetti mirati presentati - chiarisce Finozzi - Si tratta di interventi su: turismo sociale; la Pedemontana; Brasile; le Dolomiti e il Garda» . Preoccupato seriamente Giorgio Piazza, presidente regionale di Coldiretti, organizzazione rappresentativa dell'agricoltura, settore che vede il budget 2011 precipitare a 18 milioni dai milioni di quest'anno. «È 2004 che il nostro bilancio scende- si lamenta Piazza- anche quest'anno era stato dimezzato rispetto al 2009. Ma, con i previsti nel 2011, si bloccano quei già piccoli aiuti ai giovani che aprono nuove imprese. E a rischio l'attività dei Caa, i Centri di assistenza agricola che svolgono, su delega regionale, l'attività burocratica per le aziende. Speriamo nell'aiuto dei consiglieri regionali e nella sensibilità governatore Zaia che ci è stato sempre vicino» . Una nota di speranza per Cultura, dove la riduzione fondi è del 55%, è arrivata dal e assessore Marino Zorzato. «Il 2011 sarà un difficile, ma sostenibile» detto. E, per ora, i rappresentanti delle principali istituzioni venete lo hanno assecondato. In attesa dei fatti.
Gianni Sciancalepore