Bottacin sul fondo: «Andiamo avanti»

Bottacin sul fondo: «Andiamo avanti»
Giovedì 10 Dicembre 2009, Belluno - La querelle tra sindacati e categorie economiche sul fondo di solidarietà per chi ha perso il lavoro non preoccupa la Provincia di Belluno. Il presidente Gianpaolo Bottacin non vuole entrare nella polemica del segretario della Cisl Torresin, che accusa le organizzazioni datoriali di non aver versato un soldo nel fondo alternativo a quello di Palazzo Piloni con destinazione la Diocesi di Belluno-Feltre.
«Un conto - dice - sono le polemiche sulla stampa, sia recenti che passate sui criteri per l'assegnazione del fondo, un conto sono i risultati ottenuti dal fondo provinciale. Che, ad oggi, credo siano condivisibili da tutti. Forse è per questo che le categorie economiche, dopo le intenzioni iniziali di aderire alla proposta dei sindacati di un nuovo fondo, hanno preferito attendere i risultati del fondo di solidarietà della Provincia». Insomma, secondo Bottacin la dicitura "preferibilmente italiani" inserita da Palazzo Piloni per i destinatari del plafond, bollata inizialmente come razzista, alla fine si sarebbe dimostra equa e non discriminatoria. «I dati sulle prime assegnazioni parlano meglio di ogni altra cosa - sottolinea Bottacin - e i dati dicono che al fondo hanno avuto accesso sia lavoratori italiani che stranieri. Ci si è preoccupati per cose non vere».
Il presidente non entra nella polemica tra sindacati e categorie: «Con entrambi stiamo lavorando bene su altri settori e spero che su questo fronte si mettano tranquilli. Noi, intanto, andiamo avanti con il fondo, sul quale faremo a suo tempo, come promesso alla vigilia della sua istituzione, le opportune verifiche». E su questo punto precisa meglio l'assessore provinciale Stefano De Gan. «A breve, entro la fine dell'anno, convocheremo il tavolo che aveva firmato inizialmente l'accordo sul fondo, per fare la sintesi dei risultati dei primi due mesi. In quella sede vedremo anche se proseguire l'iniziativa anche nel 2010 o trovare nuove forme di sostegno al mondo del lavoro».
Maurizio Dorigo

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