Bond: «Tavolo ok, ma giù le mani dalle due Usl»

Bond: «Tavolo ok, ma giù le mani dalle due Usl»
Sanità. I consiglieri regionali sono favorevoli all'iniziativa, ma c'è chi pone dei paletti. Toscani: «Le strutture vanno messe in rete». Orsini (Cisl): «Ci saremo, ma dobbiamo chiedere le risorse che spettano alla montagna»

BELLUNO. «Va bene il tavolo di confronto, ma mi siederò soltanto se non si metterà in dubbio l'esistenza delle due aziende sanitarie nella nostra provincia, con le loro professionalità ed eccellenze». A mettere i puntini sulle "i" è il consigliere regionale del Pdl, Dario Bond, che commenta così l'idea dei sindaci Prade e Vaccari di riunire un tavolo di confronto per la sanità bellunese. Se doveva essere un tavolo che andava al di là dei particolarismi, la premessa non è delle migliori.
A parte i distinguo, l'idea ai consiglieri regionali (che non potranno essere presenti perchè quel giorno a Venezia sarà presentato il Piano socio sanitario regionale) pare «buona», come precisa anche Matteo Toscani, vicepresidente del consiglio.
«Io stesso avevo sollecitato il tavolo per far capire che ci sono due Usl e un territorio unico, dove ogni ospedale non è a se stante, ma è inserito all'interno di una maglia più ampia. E per ribadire che le strutture ospedaliere vanno messe in rete: Pieve, Agordo e Belluno, ad esempio, devono dialogare sempre di più».
Commenti positivi anche da Sergio Reolon del Partito Democratico. «Spero che sia utile, anche se non è la prima volta che un tavolo sulla sanità viene convocato. Quando abbiamo steso il piano strategico della Provincia, era già stato fatto. Credo che comunque sia necessaria una riflessione per aggiornare la realtà alle novità. Ma al tavolo dobbiamo sedere tutti insieme con in mente solo il bene del nostro territorio e dei cittadini, perché i bellunesi devono avere pari opportunità di accesso ai servizi come in pianura».
«Sempre disposto al confronto», commenta il direttore generale dell'Usl 1, Antonio Compostella, anche lui tra i convitati.
A mettere dei paletti è anche la segretaria della Cisl, Anna Orsini. «Sono d'accordo sul metodo da adottare, cioè quello del confronto e del dialogo, sono d'accordo anche sull'idea di giungere a delle ipotesi di lavoro, ma su una cosa, mi auguro, che a quel tavolo non si transiga: cioè che alla nostra provincia servono più risorse. È inutile che ci facciano credere che ci è stato dato il 25% del differenziale della montagna. Non è vero, perchè le risorse non ci sono state assegnate. Ed è per questo che dobbiamo chiedere con forza, e su questo non dobbiamo mollare, altre risorse: ci spettano di diritto per poter garantire a tutti gli abitanti della montagna la stessa efficienza che viene garantita in pianura, sviluppando una rete di servizi in una dimensione policentrica».
Paola Dall'anese

Vedi anche...