Bisogna agire sui contratti integrativi
Dati gli esigui spazi di manovra per una riduzione del carico fiscale sui lavoratori, risulta evidente che un efficace sostegno al reddito dei lavoratori, è possibile solo attraverso una maggiore diffusione dei contratti integrativi. Nonostante la struttura contrattuale italiana preveda anche la stipula di accordi integrativi aziendali, sono ancora poche le realtà produttive veronesi in cui vengono negoziati i così detti «premi di risultato», ovvero quegli incrementi retributivi variabili, legati all'andamento economico e produttivo dell'azienda (ad esempio utile, valore aggiunto, presenza, qualità, ecc.).
La stipula di accordi integrativi aziendali non è cosa facile, nelle microimprese il sindacato non è presente ed è anche risaputo che la bassa produttività di tali realtà produttive, rende difficoltoso il pagamento di stipendi elevati. E, infatti, sono proprio i settori caratterizzati da aziende di piccole dimensioni ad erogare le retribuzioni medie più basse.
In tali comparti produttivi, solo un contratto integrativo territoriale riuscirebbe a garantire ai lavoratori un salario aggiuntivo legato, in tal caso, non più alle performance aziendali, bensì a quelle territoriali di settore (ad esempio pil settoriale, dinamiche occupazionali di settore, presenze turistiche, arrivi, numero di pernottamenti ecc.).
Nel commercio, nel turismo e nell'artigianato sono gli stessi contratti collettivi nazionali di lavoro a demandare alle associazioni datoriali e sindacali territoriali la possibilità di stabilire, tramite accordi locali, integrazioni retributive provinciali in linea con l'andamento economico e produttivo del settore. Tuttavia, in Veneto e a Verona come del resto in tutte le altre regioni d'Italia, tali contratti integrativi territoriali di settore disciplinano molteplici materie (apprendistato, aperture domenicali, flessibilità orarie, ecc.) ma, difficilmente, si prodigano nel regolamentare validi ed efficaci meccanismi per la determinazione dei premi di risultato.
Tanto per fare un esempio, nel commercio, relativamente all'erogazione di un salario variabile correlato all'andamento economico di tale settore. Infatti, senza tralasciare gli importanti aspetti sociali connessi a retribuzioni congrue e dignitose, risulta talvolta utile ricordare che le retribuzioni dei lavoratori non sono solo un costo aziendale da comprimere, ma costituiscono, nel loro insieme, la massa salariale che consente alle aziende di vendere i propri beni e servizi.
Per non pregiudicare la competitività delle imprese veronesi, in una situazione di mercati sempre più aperti, risulta possibile aumentare i salari e gli stipendi dei lavoratori attraverso retribuzioni integrative variabili, negoziate a livello decentrato e legate alla produttività e alla redditività aziendale (e/o settoriale). Una maggiore produttività è uguale a maggiore ricchezza e va ridistribuita.