«Bene la tecnologia, ma serve personale»

«Bene la tecnologia, ma serve personale»
Arriva una Tac di ultima generazione per la radiologia. Arrivano due risonanze magnetiche con "effetti speciali" dal punto di vista diagnostico, tanto da poter essere usate, grazie alla rapidità di esecuzione, anche per i bambini, che si muovono, o per anziani non autosufficienti.
Si spendono diversi milioni di euro, ma sindacati e lavoratori arricciano il naso. Del malessere si fa interprete Claudio Scambi, segretario generale dell'Uil Fpl, uomo-sanità. «Sono macchine eccezionali, per carità. Non è questo che contestiamo. Stride il fatto che non c'è personale, e le macchine funzionano se c'è il personale, altrimenti finisce che compriamo la Ferrari ma poi siamo costretti a lasciarla in garage perché manca la benzina. Si corre cioè il rischio che queste attrezzature di altissima tecnologia vengano sottoutilizzate». Scambi passa in rassegna la forza-lavoro: «Ci sono 30 tecnici in radiologia e 10 in neuroradiologia. Il personale è già molto tirato. Il direttore generale Alessandri dovrebbe saperlo. L'anno scorso per cercare di snellire le liste di attesa i tecnici si sono messi d'accordo e hanno svolto prestazioni aggiuntive lavorando anche di domenica. Stanno ancora aspettando che l'Ulss paghi un'ora straordinaria. L'azienda deve ancora decidere. E, allora, caro dg, forse non sarebbe male un confronto sindacale su tutto il tema».
«Il potenziamento tecnologico ci sta bene - continua Scambi -, lo auspichiamo. Non ci va invece bene che si prendano macchine per farle lavorare a scartamento ridotto. I nuovi macchinari, per la domanda che esiste e per il loro potenziale, andrebbero usati 24 ore su 24, ma con gli organici attuali è una chimera. Alessandri deve farci capire se ha voglia di riorganizzare il personale, se vuole cominciare a programmare, ad assumere. Non vorremmo che una situazione del genere diventasse l'alibi per dare in gestione questi servizi ai privati». F.P.

Vedi anche...