Barbiero: 20mila posti a rischio.
TREVISO. «Cari compagni, care compagne». Paolino Barbiero apre così, alle tre del pomeriggio, il quarto congresso provinciale della Cgil trevigiana: ma sarà anche l'unica concessione a sinistra di tutta la relazione, impregnata di pragmatismo e rivolta alla priorità della coesione sociale quale mezzo di risoluzione delle controversie. Una analisi spietata della situazione economica, con poche aperture all'ottimismo, una forte rivendicazione del ruolo della Cgil, una ruvida requisitoria nei confronti della corruzione e dei costi della politica, un appello agli altri sindacati per una manifestazione unitaria il prossimo primo maggio. E infine un duro attacco alla Lega Nord - nonostante il congresso sia ospitato nel nuovissimo auditorium del Sant'Artemio -, partito incline a una colpevole propaganda in tema di federalismo. Il sindacato. Barbiero saluta i 337 delegati, rappresentantivi di 71.165 iscritti, stoppando sul nascere ogni tentativo di polemica interna, che pure la Cgil ha sempre ospitato. Il risultato della mozione Epifani nel Trevigiano - il 76%, pur in un quadro di scarsa adesione - non può essere messo in discussione da isolati sconfitti. «Votare all'unanimità documenti politici e poi non sostenere la candidatura dei segretari generali espressione del documento rischia di provocare una degenerazione politica» nel sindacato. Il riferimento è a Candido Omiciuolo, che nella Fiom è stato sostituito da Ivan Boldo. La crisi. Paolino Barbiero invita a non sottovalutare la situazione, che nel 2009 è costata lacrime e sangue ai lavoratori e che nel 2010 prevede «un peggioramento netto della situazione occupazionale in tutti i settori». Barbiero parla di ventimila posti a rischio, «che avranno poche prospettive di una nuova occupazione stabile». Per la prima volta dagli anni Sessanta, inoltre, la disoccupazione sta sfiorando il sei per cento della popolazione attiva. Per queste ragioni la Cgil lancia l'appello per una «grande manifestazione unitaria il primo maggio» dopo lo strappo dell'anno passato. La politica. Ma gli applausi più significativi Barbiero li raccoglie quando affonda il dito nella «corruzione che dilaga nel sistema economico e nella pubblica amministrazione», nella «miniera d'oro di sprechi e costi della politica», gestita da «ladri di denaro pubblico che vanno messi in galera». E poi raccoglie la provocazione di ridurre i consigli di amministrazione delle aziende e dei consorzi che gestiscono acqua, rifiuti, gas, energia elettrica. «Ma scoprire oggi, a tre settimane dal voto, il costo che pesa sulla collettività e che alimenta la classe politica e i cda di quelle aziende arriva fuori tempo massimo: vogliamo proposte concrete, non battute a uso e consumo della campagna elettorale». Contro la Lega. Barbiero invoca più rispetto per i lavoratori pubblici, il riconoscimento di un welfare informale che tiene nella nostra società, si batte contro le nuove picconate del governo all'articolo 18. Ma va giù duro soprattutto nei confronti della Lega Nord: «Il deficit di risorse pubbliche degli enti locali, su cui pesa il patto di stabilità e la politica del governo centrale, a parole federalista ma nei fatti accentratore soprattutto di risorse, nonostante la propaganda della Lega Nord, ha bloccato la realizzazione delle infrastrutture diffuse». Agli imprenditori e alla politica un appello: «Se ci siete, battete un colpo. Fuori da ogni slogan serve un progetto economico che rilanci lo sviluppo e rafforzi la coesione sociale». I commenti. «Relazione pacata e piena di buon senso» commenta il segretario della Cisl, Franco Lorenzon. «E' tempo di cambiamenti: ma chi sta fermo sbaglia». Così Antonio Confortin, segretario della Uil: «Relazione molto pacata e molto precisa» e raccoglie l'appello per il 1 maggio.
Daniele Ferrazza