Badanti, Cisl contraria alla «riforma». Marcuzzo (Anolf): «Lo Stato vuole fare cassa sulla testa delle famiglie» Nel mirino i 500 euro per mettersi in regola: era meglio una sanatoria
Badanti, Cisl contraria alla «riforma». Marcuzzo (Anolf): «Lo Stato vuole fare cassa sulla testa delle famiglie» Nel mirino i 500 euro per mettersi in regola: era meglio una sanatoria
«Lo Stato vuole far cassa sulla testa delle badanti e delle famiglie». E' il commento dell'Anolf-Cisl sulla bozza dell'emendamento che consentirà a chi in casa ha una badante o una colf non in regola con il permesso di soggiorno di procedere con la regolarizzazione. Nel mirino del sindacato i 500 euro che i datori di lavoro dovranno sborsare per «sanare» la posizione della lavoratrice. «Come faranno le famiglie, che già devono pagare la badante, a sborsare anche 500 euro?», si chiede Franco Marcuzzo, responsabile dell'Anolf-Cisl. Se il testo dell'emendamento restasse tale e quale, nel mese di settembre alle famiglie sarà consentito di presentare la domanda di messa in regola (una colf e 2 badanti al massimo per famiglia). La denuncia costa 500 euro a lavoratore. Per le badanti la famiglia dovrà comprovare la necessità dell'assistenza e i datori di lavoro stranieri potranno presentare la domanda solo se «lungo soggiornanti», cioè in possesso di un permesso da oltre cinque anni. Il datore di lavoro, italiano o straniero, dovrà assicurare di aver avviato un rapporto di impiego almeno da aprile e dovrà assicurare che il rapporto è ancora in corso al momento della domanda. Le denunce avverranno on-line. Lo straniero inoltre non potrà essere espulso mentre la procedura di regolarizzazione è in corso. Per chi ha già presentato domanda di regolarizzazione con il decreto flussi 2008, non ha ancora ottenuto risposta, ma ha comunque la lavoratrice irregolare a casa, è comunque obbligatorio pagare la somma di 500 euro e attendere i tempi di regolarizzazione normale (ossia un anno o più). La somma viene pagata sia che la domanda di messa in regola alla fine vada a buon fine sia che venga respinta. Per chi invece non ha presentato domanda con il decreto flussi la situazione della badante verrà «sanata» con tempi previsti di 45 giorni. «La sanatoria è l'unica soluzione all'emergenza - dice Marcuzzo - Ma bisogna modificare le modalità di regolarizzazione previste per legge. La sanatoria rischia di essere un tampone. E perché «sanare» solo le badanti e non gli operai?».
(Laura Canzian)