BANCA D'ITALIA. Economia regionale nei primi nove mesi 2010: fuga dai titoli di Stato (-25,9%), investimenti fermi. Veneto in recupero ma l'occupazione soffre

La produzione industriale cresce del 6,9% Salvemini: «Ripresa grazie alle esportazioni»

L'export torna a spingere l'attività produttiva del Veneto ma l'occupazione resta al palo. E, quanto al risparmio, quella che un tempo era una delle regioni più ricche di Bot-people, oggi registra una fuga (-25,9%) dal porto non più così redditizio/sicuro dei titoli di stato. È la sintesi dell'aggiornamento congiunturale presentato ieri a palazzo Dolfin Manin, sede veneziana della Banca d'Italia. Troppo poco per vederci una ripresa acclarata ma abbastanza per dire che l'anno orribile è alle spalle.
«I primi nove mesi del 2010 - ha spiegato Giancarlo Salvemini, direttore della sede di Venezia della Banca d'Italia, presentando il rapporto - segnalano una ripresa dell'attività produttiva dell'industria veneta, sostenuta soprattutto dalla domanda estera». Rispetto all'attacco del rapporto precedente, che riassumeva un avvio di 2009 disastroso, da anno orribile, appunto, le parole usate per descrivere questo 2010 sembrano musica. E i numeri parlano di una produzione industriale aumentata del 6,9% (rispetto a un calo del 18% nei due anni precedenti), in gran parte ascrivibile all'incremento degli ordinativi esteri (+16,1%) e meno a quelli interni (+4,7%). Il punto è che più le imprese sono grandi e più significativa è la ripresa: le grandi imprese +13,3%, le medie +9,4, le piccole +3,9. Le piccolissime (meno di 10 addetti) invece segnalano un -5,2%.
Gran parte della ripresa produttiva è dovuta alle imprese manifatturiere. Resta in grave difficoltà il settore delle costruzioni, anche se nel primo semestre il volume di compravendite nel comparto residenziale è aumentato del 3,3% (-11,7% nel 2009). Le quotazioni immobiliare sono invece calate solo dello 0,8%. La ripresa della manifattura ha portato con sè anche i servizi ad essa collegati, mentre turismo e trasporti sono rimasti stabili.
Dai mercati esteri arrivano i numeri più incoraggianti. Nel primo semestre 2010 le esportazioni registrano un +11%, dopo che nei due anni precedenti avevano perso il 23%.
Insieme agli investimenti, al minimo, è il lavoro il punto dolente. «Il saldo tra assunzioni e cessazioni tra giugno 2009 e giugno 2010 è stato negativo di 24 mila unità - spiega Massimo Gallo, del centro studi di Bankitalia Veneto - e se rapportiamo il numero delle ore autorizzate di cassa integrazione a quello degli occupati si raggiunge un preoccupante 14,6%». La caratteristica generale è quella di un passaggio dalla Cig ordinaria a quella straordinaria.
La domanda e l'offerta di credito sono tornate a crescere, grazie a un costo del denaro che in Veneto è tra i più bassi d'Italia, visto che la media dei finanziamenti a breve alle imprese è al 4,4%. La crescita delle sofferenze si è arrestata (dal 2,6 al 2,5%). E il risparmio delle famiglie? Aumentano del 3% i depositi bancari, restano stabili i bond bancari e crollano i titoli di stato (-25,9% a giugno sui 12 mesi). Ma.Sm.