Azienda unica, 100 posti a rischio. Il futuro colosso dei trasporti dovrà pagare 940 mila euro di affitto all'Actt.
Azienda unica, 100 posti a rischio. Il futuro colosso dei trasporti dovrà pagare 940 mila euro di affitto all'Actt.
Un centinaio di potenziali esuberi. E affitti da pagare, ogni anno, per un milione di euro. Si profila denso di nubi l'orizzonte dell'azienda unica di trasporto pubblico che unirà bus e corriere di Actt, LaMarca, Ctm e Atm.
L'azienda unica di trasporto pubblico che accorperà mezzi e autisti di Actt (capoluogo), LaMarca (di proprietà della Provincia), Atm (Vittorio Veneto) e Ctm (Castelfranco) è un progetto che sta creando polemiche e tensioni. Nonostante il sorriso rassicurante di Muraro, i dubbi sono tanti, anche all'interno della stessa Lega: la fusione farà saltare posti di lavoro? Reggerà alle sfide del mercato o diventerà una cambiale? Il progetto sta comunque avanzando a rilento: la mega-azienda doveva partire entro la fine di maggio. E invece siamo ancora lontani. La faccenda è diventata un assillo per il presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro, il maggiore (e unico?) sponsor della fusione. La difende anche a costo di entrare in rotta di collisione con parte delle aziende di trasporto locali, i sindacati e parte della Lega. E proprio in seno a questa faccenda si inserisce il braccio di ferro tra la Provincia e l'Actt in merito ai contributi regionali per il 2009: l'Actt reclama 300 mila euro, per Muraro invece non le spetta nemmeno un euro. Si finirà in tribunale, anche se gli interlocutori politici sono tutti leghisti. Ma torniamo al caso.
Nodo occupazione. Il riserbo è strettissimo, ma da ambienti sindacali trapela che, rispetto al numero globale del personale delle quattro aziende di trasporto, qualcosa come 670 dipendenti, all'azienda unica basteranno circa 560 lavoratori, ossia un centinaio in meno. E gli altri? Si spera restino occupati in quel che resterà (se resterà: ad oggi solo per l'Actt la cosa è garantita) delle rispettive aziende di provenienza per gestire i servizi diversi dal trasporto pubblico, altrimenti saranno dolori. Muraro ha più volte ribadito che non salterà un solo posto di lavoro. Però pare che ci si stia informando sui prossimi pensionamenti...
Il sindacato trema. «La storia dell'azienda unica va avanti da 18 mesi - dice Gianfranco Grassato della Fit-Cisl - Noi la stiamo seguendo passo dopo passo ma non riusciamo a cavare un ragno dal buco. Siamo preoccupati: Muraro vuole creare un'azienda unica che di fatto avrà i mezzi di trasporto ma non i capitali: come farà a stare in piedi?».
I capitali ce li teniamo, i cda pure. Una cosa è certa: l'Actt, con la bellezza di 15 milioni di euro di patrimonio immobiliare, all'azienda unica passerà solo i mezzi, tenendo in piedi l'attuale società (e cda) per continuare a gestire gli altri servizi come il TreviSosta e i park multipiano. E qui c'è il guaio.
Affitti a peso d'oro. Il seguente: dato che l'Actt si terrà i beni immobili, la futura azienda unica di trasporto dovrà pagarle l'affitto per servirsi (nel solo capoluogo) delle officine, del deposito di via Polveriera e della biglietteria. E sarà un affitto salatissimo: l'Agenzia del Territorio ha infatti stimato per l'officina Actt un valore di 320 mila euro, per via Polveriera 260 mila euro e per la biglietteria di piazzale Duca d'Aosta 180 mila euro, però da raddoppiare, dato che la biglietteria è appena stata raddoppiata nei volumi. Tirate le somme quindi, l'azienda unica dovrà sganciare per gli affitti 940 mila euro l'anno solo all'Actt. Dove li troverà? Dovrà aumentare i biglietti o - appunto - tagliare i costi, ossia il personale?
Alessandro Zago