Azienda delocalizza. A rischio 43 posti

Barbarano. La “Redi HT” in località Ponte

Entro fine anno lo stabilimento sarà chiuso e la produzione di tubi e raccordi per gli scarichi civili sarà trasferita a Piombino

Lo stabilimento della “Redi HT srl” di Barbarano, con sede in località Ponte, che produce tubi e raccordi in plastica per scarichi civili, sarà chiuso entro la fine del 2012. Attualmente l´azienda, che è controllata dalla multinazionale belga Aliaxis, ha 43 dipendenti, preoccupati per il loro futuro occupazionale. Ieri sera una nota dell´azienda ha informato che «è stato approvato un progetto di fusione tra le società Dalpex spa e Redi HT srl, e un piano di consolidamento delle attività produttive italiane, deliberando la chiusura dei due siti produttivi di Barbarano (Redi HT) e di Campiglia Marittima (Dalpex), l´accorpamento delle attività di produzione dei tubi nel sito di Piombino, in Toscana, e la dismissione dell´attività marginale di produzione dei raccordi». Le rappresentanze sindacali informate ieri dal management della nuova strategia di delocalizzazione lanciano l´allarme. «Stiamo lavorando per scongiurare la chiusura dello stabilimento di Barbarano che dà da vivere a 43 famiglie del circondario», dicono Sergio Merendino della Filctem Cgil e Marco Faccin della Femca Cisl. «Dal nostro punto di vista la cosa assurda - aggiunge Merendino - è che l´azienda va benissimo ed ha deciso di delocalizzare anche in Polonia. Non c´è ragione che un´azienda con un ottimo portafoglio ordini e con il bilancio in attivo se ne vada dal nostro territorio». Al contrario la dirigenza parla di «fortissima crisi» del mondo delle costruzioni civili, dove sono venduti i prodotti della Redi HT. «Oltre al danno c´è la beffa - aggiunge -. Infatti i lavoratori non hanno diritto agli ammortizzatori sociali, perché l´azienda non è in crisi. Quindi non si potrà far ricorso alla cassa integrazione». Il Consiglio d´amministrazione, tuttavia, nella nota «ha dato mandato al management di avviare una fase di discussione con le parti sociali e con i singoli lavoratori, al fine di valutare le possibili soluzioni alternative per limitare le ripercussioni sociali». Il manager Yann Inghilesi ha sottolineato che «si stanno mettendo in atto azioni volte a minimizzare le ripercussioni per gli operai». Le parti si incontreranno il 14 febbraio nella sede di Confindustria Vicenza. Filctem-Cgil e Femca-Cisl non escludono iniziative anche a livello provinciale.

Emilio Garon

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