Atv e i tagli della Regione «Speriamo nel milleproroghe»
Atv e i tagli della Regione «Speriamo nel milleproroghe»
VERONA- Sono 63 in meno i milioni a disposizione del trasporto pubblico del Veneto. La temuta scure dei tagli alla fine si è abbattuta. E l'approvazione, ieri in Regione, della legge finanziaria 2011 ha messo tutto nero su bianco, fissando il balletto delle cifre degli ultimi mesi a quota -11 per cento, a fronte di un fabbisogno di 280 milioni. Resta ora da capire come i minori finanziamenti saranno spartiti tra le province. Una domanda che si stanno facendo anche in riva all'Adige, all'Atv. Il presidente dell'azienda di Lungadige Galtarossa, Massimo Bettarello, era già preparato al peggio. «A prescindere dall'entità del taglio -spiega -è chiaro che servirà comunque una ristrutturazione aziendale per ridurre ogni possibile fonte di spreco e contrarre le spese. In questo senso stiamo già discutendo con i sindacati per realizzare un contratto unico che integri quelli rimasti do- po la fusione di Amt e Aptv» . È invece pronto a combattere fino all'ultimo per la causa veronese (anche se in quella che definisce «una guerra tra poveri» ) il direttore di Atv, Stefano Zaninelli: «Sono fiducioso che qualche soldo in più per il trasporto alla fine si troverà almeno a Roma, con il decreto milleproroghe. Fermo restando che, se così non fosse, Verona non si potrà permettere nessun tipo di taglio del servizio. La nostra parte l'abbiamo già fatta e i chilometri di linee vadano a ridurli in qualche altra provincia» . Stesso pensiero esposto ieri dal vicepresidente di Atv, Costantino Turrini, che ha sollevato la questione davanti al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, durante la riunione nella Loggia di Fra' Giocondo del Crevv, la Cabina di regia per l'economia veronese e veneta. «Trovo assurdo -ha fatto notare al ministro -che l'azienda del trasporto pubblico di Trieste, con 800 dipendenti come Atv ma un bacino di utenza inferiore di 800mila persone, non subisca tagli a differenza di Verona» . Dalministro, intanto, è arrivata la promessa che altri fondi verranno stanziati quasi di sicuro nel milleprogoghe e che al più presto sarà attivato un tavolo tecnico per affrontare il problema. Chi, al momento, teme maggiormente lo spettro dei tagli sono però i lavoratori di Atv, come conferma il segretario Filt Cgil di Verona, Mario Lumastro: «La paura è che a pagare saranno solo i dipendenti, con riduzioni del personale, e i cittadini che si vedranno biglietti più cari e servizio ridotto» . Aumenti delle tariffe che i vertici di Atv escludono categoricamente, perché i soldi vanno sì recuperati, ma altrove, come dalla lotta ai «portoghesi» : solo negli ultimi sei mesi, infatti, i vigilantes assunti per controllare le corse serali e festive dei bus hanno permesso all'azienda di recuperare 170mila euro di biglietti evasi, a fronte di un costo di 40mila euro. Francesco Marchi