Attivo il Fondo solidale per arrivare a fine mese

Può accedere ai contributi chi ha perso il lavoro dal 1. giugno 2008. Prevista l'assegnazione di un massimo di 3mila euro in rate mensili

Giovedì 4 Giugno 2009, Belluno - È operativo da ieri il "Fondo straordinario di solidarietà per chi perde il lavoro" il cui protocollo era stato firmato l'8 aprile scorso. Può contare su una dotazione di 300mila euro (250mila dalla Provincia e 50mila dal Bim), ma potrà essere implementato se il futuro lo renderà necessario.
Il futuro, in fatto di crisi economica, è molto incerto e di imprevedibile gravità e durata, come è stato sottolineato ieri a palazzo Piloni alla presentazione dell'iniziativa alla quale hanno aderito, oltre a Provincia e Bim, i Comuni di Belluno e Feltre, la Camera di commercio, Confindustria Belluno Dolomiti, Unione artigiani e piccola industria, Appia, Ascom, Confederazione italiana agricoltori, Confagricoltura, Fenacom, Acli, Cgil, Cisl e Uil. Ora tutto passa nelle mani di un comitato di valutazione che esaminerà le domande pervenute attraverso i centri di assistenza fiscale.
Vi potrà accedere chi ha perso il lavoro dal 1. giugno 2008 e risponde a precisi requisiti circa il proprio reddito (inferiore a 20mila euro Isee) e patrimonio al lordo delle franchigie Isee non superiore a 7mila euro per ogni membro della famiglia. Nel 2009, inoltre, non deve aver avuto un reddito da lavoro superiore ai 5mila euro lordi. Potranno essere erogati contributi sino a 3mila euro in rate mensili. Sono esclusi coloro i quali godono già di ammortizzatori sociali o siano beneficiari di analoghi fondi.
A questo proposito erano presenti anche i rappresentanti dell'apposito fondo della Diocesi che partirà il prossimo 1. luglio: conta già su una dotazione di 109mila euro e punta ad arrivare a quota 300mila. La collaborazione dei due fondi consentirà di evitare sovrapposizioni e di scambiarsi informazioni circa il monitoraggio della situazione di precarietà del lavoro sul territorio provinciale. Da parte di palazzo Piloni c'è consapevolezza che ancora non si sa la vera entità della crisi, ma che è necessario intervenire a fronte del raddoppio dei disoccupati in pochi mesi e del monte ore di cassa integrazione triplo di quello di Verona. Intervento improcrastinabile, sottolineava Mario Manfreda per il Bim, al quale i Comuni del Consorzio sono pronti a dare il loro contributo.
Palazzo Piloni ha sottolineato anche l'importanza di accordi firmati nelle settimane scorse con tre importanti catene della grande distribuzione e della collaborazione con le maggiori organizzazioni di categoria anche per quanto riguarda la calmierizzazione dei prezzi. A tal proposito Sandro Lavanda dell'Ascom ha fatto notare come «i negozi di paese stiano attuando da tempo una rigida politica di contenimento dei prezzi - leggi Paniere veneto» auspicando maturità da parte del consumatore nel fare la spesa con oculatezza, scegliendo le proposte più vantaggiose sullo scaffale. Il fondo in questione, ha rimarcato poi l'assessore di Belluno Angelo Paganin, consente di accompagnare soggetti e famiglie in difficoltà lungo un percorso che "fotografi" puntualmente la loro situazione sino all'uscita dallo stato di necessità. L'utilità dell'iniziativa trova riscontro in due dati preoccupanti: nel 2008 in provincia furono concesse 89mila ore di cassa integrazione, a febbraio 2009 erano 368mila. Impossibile aspettare. Maggiori informazioni sul sito www.provincia.belluno.it.
Dino Bridda

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