«Attenti, questa crisi non finirà presto». La Cisl avvisa anche la Cgil: secondi a nessuno. Maniero censura i politici

«Attenti, questa crisi non finirà presto». La Cisl avvisa anche la Cgil: secondi a nessuno. Maniero censura i politici
Vocazione della Cisl separatista, secessionista? Macché. «E' e resterà unitaria» rassicura Franco Lorenzon, segretario provinciale, davanti a oltre 500 cislini, all'auditorium Orsi di Conegliano, convenuti da tutta la Marca per il 1º maggio. Ci sono pullman di pensionati, diretti a Miane per il canonico rinfresco, non mancano immigrati, tante le bandiere dell'organizzazione.
Dal palco pure musica. Ma non si canta la discontinuità con Cgil e Uil. «L'unità del movimento sindacale non è in discussione» garantisce Lorenzon. Lo è, semmai, «il modo di farla». E i nodi vengono al pettine. Il segretario, dopo aver ribadito che il sindacato «è dei lavoratori che lo pagano», sottolinea: «Non vogliamo egemonie di alcun tipo». Capito? No. «Non vogliamo essere il primo sindacato, ma non intendiamo essere nemmeno secondi a nessuno». A Paolino Barbiero, leader della Cgil distante 70 chilometri (era a Castelfranco) saranno fischiate le orecchie. E la contrattazione? «Per noi - conferma Lorenzon - questa è un altro punto fermo. Come lo è l'autonomia del sindacato». Su questo il segretario vanta «una maggiore coerenza». Analisi e prospettive riprese dal segretario regionale Franca Porto. Che invita a non enfatizzare il sindacato che si disunisce il 1º maggio, ma quello che fa tutt'uno con i lavoratori. Quanto, poi, alla distinzione tra antagonismo e partecipazione, le caratteristiche attribuite rispettivamente a Cgil e Cisl, la leader veneti non ha dubbi: «Non ci interessa il conflitto fine a se stesso», ma se questo è necessario, «non ci tiriamo indietro». E, in ogni caso, la Cisl si vuol qualificare «per la sua proposta», non per «capacità antagonistica».
Naturalmente si parla anche di crisi. E ci mancherebbe che non fosse così, il 1º maggio. I seguaci di Bonanni non fanno gli ottimisti ad oltranza, anzi. «Non illudiamoci che finisca presto - insiste Porto - continuerà a lungo».
A ospitare la Cisl il comune di Conegliano. Il benvenuto arriva dal sindaco Alberto Maniero che senza tanti fronzoli se ne esce con una proposta singolare e provocatoria. «Bisognerebbe vietare ai politici di parlare in pubblico, se non quando strettamente necessario». Cominciando magari da Berlusconi? Maniero non lo dice così esplicitamente, ma aggiunge: «Dovremmo vietare le passerelle politiche tutto l'anno, esattamente come accade in campagna elettorale, con la massima regolamentazione». Dev'essere arrabbiato con qualcuno. Infatti aggiunge: «Sia vietata la politica che parla alla pancia». I cislini si guardano in giro. «Cerchiamo qualche leghista» confessano, poi applaudono. Con convinzione.
(Francesco Dal Mas)