Assegno in sostegno ai co.co.pro bando invisibile, soldi mai spesi. La Regione aveva 4 milioni, ha speso 854 mila euro
Palazzo Balbi. Qualcosa non ha funzionato, appena finite le procedure apriremo un altro avviso pubblico
VENEZIA - Doveva essere una boccata di ossigeno e invece si è trasformata in un calvario. La notizia era arrivata alla fine dello scorso anno: assegno di disoccupazione stanziato dalla Regione Veneto anche per i co.co.pro, con 1000 destinatari disponibili e un bando ben preciso a cui rispondere per essere compresi nel sostegno al reddito regionale.
Un occhio di riguardo, insomma, anche per chi, precario e a progetto, aveva perso il posto di lavoro nel corso del 2009 (ovvia la precedenza per i titolari di un mutuo e gli adulti con figli a carico) che è finito però per perdersi nei meandri della burocrazia. Il bando, per il quale sono stati stanziati dalla Regione 1,8 milioni di euro, ma che raggiungeva i 4 milioni totali (il resto è stato stanziato dal ministero) si è fatto infatti attendere e non poco. Telefonate continue al centralino e ai numeri messi in evidenza nel sito non davano agli interessati nessuna indicazione: «arriverà nelle prossime settimane», «è in fase di lavorazione», «ci sono problemi negli accordi con le parti sociali, tenga sotto controllo il sito», si sentivano rispondere, ma per tre mesi l'esito è stato un nulla di fatto. Idem per il sito: buio completo e un'incertezza con la quale si sono scontrate anche le ricerche più minuziose. Il risultato? Al bando hanno partecipato soltanto 320 persone, sulle 1000 ipotizzate e tra queste solo 240 domande (le altre non rispondevano ai canoni richiesti) sono state accettate per un totale di 864 mila euro stanziati finora per il sostegno al reddito, meno di un quarto della cifra prevista inizialmente dalla Regione. «C'è stata l'approvazione definitiva in giunta il 22 febbraio e l'avviso è stato reso pubblico il 5 marzo - spiega Pierangelo Turri, della Direzione Lavoro della Regione- è rimasto sul sito il solito tempo, trenta giorni però qualcosa in effetti non ha funzionato. Le domande sono state meno del previsto e poiché il sostegno al reddito prevedeva 600 euro mensili più 300 di politica attiva del lavoro per un totale di 3600 euro a soggetto i fondi stanziati finora ammontano a 864 mila euro. Appena si chiuderanno le procedure per queste domande, però, abbiamo pensato di riaprire il bando, ampliando i termini di accesso e non imponendo una scadenza temporale per la chiusura che avverrà solo al raggiungimento dei 1000 finanziamenti». Nuova linfa in arrivo, dunque, con un allargamento dei requisiti che permetterebbe così a più soggetti di accedere al finanziamento (sperando in un'adeguata messa in evidenza della cosa) e dunque, di dare il via definitivo alla distribuzione delle risorse messe insieme dal Fondo regionale per il sostegno al reddito e dal Ministero del lavoro. «L'iter di approvazione della nuova forma di sostegno ha i suoi tempi - spiega Turri - ma entro metà mese ci sarà sicuramente il provvedimento di giunta. A questo bando potranno accedere più persone e lasceremo lo sportello aperto fino a che non saranno riempiti tutti i posti