Assegni di disoccupazione per 47mila veneti, in Campania oltre 70mila

Terzo trimestre, persi 7.900 posti Ma l'emorragia si sta arrestando

VENEZIA. Una luce, in fondo al tunnel della crisi occupazionale veneta, inizia a vedersi. Dall'analisi trimestrale di Veneto Lavoro, emerge, infatti, che a fronte di un saldo ancora negativo tra assunzioni e cessazioni (7.900 i posti di lavoro persi nel periodo luglio-settembre) il fondo pare essere stato toccato.
Tra ottobre 2009 e il 30 settembre 2010, dice il report di Veneto Lavoro, la variazione occupazione è risultata negativa per 13.100 unità. Nell'anno precedente (ovvero tra ottobre 2008 e il 30 settembre 2009, coincidente al primo anno della crisi) la flessione dell'occupazione era stata pari a 53mila unità. «Allo stato delle informazioni disponibili - sottolineano da Veneto Lavoro - si può ipotizzare che il saldo occupazionale di fine anno sarà prossimo a una variazione nulla, segnalando, quindi, che la caduta occupazionale è stata arrestata o, quantomeno, tenendo conto della rilevanza della cassa integrazione, congelata. Il prezzo di tale frenata, viene analizzato, sta nel fatto che a fronte del netto recupero nel lavoro a termine, i contratti a tempo indeterminato segnano un meno 6%.
Guardando al numero dei percettori di indennità di disoccupazione ordinaria (non agricola) e di mobilità, emerge che lo stock dei disoccupati veneti con assegno, al 25 novembre 2010, risulta pari a 47mila soggetti. Un dato inferiore a quello di Campania (oltre 70mila), Lombardia (64mila) e Sicilia (54mila). Il Veneto "insegue" anche quando si osserva il numero dei percettori di indennità di mobilità: il primato (negativo) è della Lombardia (23mila unità), seguita dal Piemonte (15mila) e Veneto (12.500).
«Mentre il numero di percettori di indennità di mobilità è funzione della rilevanza dell'industria manifatturiera - sottolineano da Veneto Lavoro - quello dei percettori di assegni di disoccupazione è funzione della diffusione di occupazione ricorrente a tempo determinato (stagionali)». (m.mar.)