Assalto alla cittadinanza italiana: ogni anno almeno 1700 domande

Domenica 6 Novembre 2011, Treviso - Un numero crescente di donne straniere incinte, residenti nella Marca, va a partorire in Francia, per poi rientrare in Italia poco dopo. Il motivo? Oltralpe ad ogni nato all'interno dei confini nazionali viene riconosciuta la cittadinanza dopo un paio di settimane, anche se la madre possiede solo la carta di soggiorno o addirittura è clandestina. In questo modo, il neonato potrà disporre di un passaporto comunitario. Il fenomeno è un esempio delle contraddizioni causate, secondo la Cgil trevigiana, dalla legislazione italiana sulla cittadinanza.

      Il sindacato, insieme a svariate altre associazioni, rilancia la campagna «L'Italia sono anch'io»: due proposte di legge di iniziativa popolare, una per consentire ai figli, nati in Italia, da genitori stranieri di cui almeno uno legalmente residente del Belpaese da un anno, di diventare subito cittadini italiani e per far ottenere agli adulti il titolo dopo cinque anni di residenza (anziché dieci). Stesso periodo necessario, in base alla seconda proposta, per riconoscere il diritto di voto alle elezioni amministrative agli extracomunitari.

      Ogni anno, nel Trevigiano, vengono presentate in media 1.600 - 1.700 domande di cittadinanza da parte di immigrati. La quota è destinata ad aumentare, visto che ormai stanno raggiungendo i requisiti di permanenza le generazioni giunte negli anni del boom immigratorio. Nel 2010, hanno visto la luce nella Marca 2.148 bambini stranieri, poco meno di un quarto di tutti i fiocchi rosa o azzurri della provincia. La legge attuale riconosce la cittadinanza automatica solo ai figli di italiani, ovunque siano nati. La Cgil avvierà una raccolta firme (nella sue sedi, nelle fabbriche e con iniziative ad hoc) per modificarla: obiettivo minimo 900 autografi. Anche ai sindaci verrà chiesto di ospitare un banchetto nei municipi. E il sindacato verrebbe che la prima firma sia quella di Giancarlo Gentilini: «Gli invieremo una lettera apposta - conferma il segretario provinciale Paolino Barbiero -. Lui parla sempre di immigrati regolari. Bene, questa iniziativa punta proprio ad integrare chi è qui legalmente e contribuisce alla nostra economia».

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