Arredamento. La produzione di Giacomelli e Minotti a Sondrio e Treviso. Oggi i lavoratori dal sindaco di Cavaion. Gruppo MM, cambio ai vertici e 120 posti di lavoro a rischio

I sindacati: «Chiarezza e un piano industriale» L'azienda: «Momento difficile, incaricato un pool di professionisti per trovare soluzioni adeguate»

Il neo gruppo dell'arredamento e design contemporaneo Minotti-Maistri (MM) - nato l'anno scorso dall'aggregazione prima di Giacomelli arredamenti con Minotti Cucine, poi Italiana Cucine e infine Maistri - è in una fase delicata di riorganizzazione, in cui a rischio ci sono i 120 posti di lavoro (operai e impiegati) dei due centri produttivi di Cavaion e Sant'Ambrogio. Il gruppo conta su un giro d'affari di oltre 30 milioni e su 237 dipendenti.
Cambio ai vertici. Un brusco, e sembra inaspettato, cambio ai vertici dell'articolato gruppo ha dato uno scossone agli equilibri della governance: è stato destituito Giulio Fezzi da tutti gli incarichi e in particolare da amministratore delegato e presidente, e l'assemblea dei soci ha eletto presidente lo stesso Alberto Minotti, che nei giorni scorsi ha incontrato i dipendenti della Giacomelli e Minotti annunciando loro il prossimo trasferimento della produzione a Sondrio (Minotti) e a Treviso (Giacomelli). L'incontro ha gettato nel panico i dipendenti. L'azienda, interpellata ieri da L'Arena per una dichiarazione, ha fatto sapere in una nota che «il gruppo sta attraversando un momento di difficoltà temporanea» e «proprio per riportare la situazione alla normalità, nella giornata di lunedì è stato sostituito l'amministratore ed è stato incaricato un pool di professionisti per individuare le migliori soluzioni». Le scelte riguarderebbero la nuova riorganizzazioni dopo le numerose operazioni di aggregazione e fusione gestite nell'ultimo anno e mezzo da Fezzi, che dichiara «la sua totale contrarietà» alle nuove decisioni e sottolinea «di non capire i veri motivi di queste, specialmente in un momento delicato e cruciale per il futuro del gruppo e dei lavoratori».
Da parte sua il sindacato ha voluto sondare le prospettive occupazioni di un piano. «Abbiamo chiesto maggiori informazioni su un possibile piano industriale», ha spiegato Stefano Facci della Cgil di Verona che ha incontrato i vertici della società, «ma ci hanno detto che lo stanno facendo e che la produzione dovrebbe essere trasferita a Sondrio e Treviso e quindi con i conseguenti esuberi». Di fronte a questa situazione di incertezza i sindacati hanno deciso di guidare questa mattina i lavoratori della Minotti e della Giacomelli davanti al sindaco di Cavaion, Lorenzo Mario Sartori, per informare il primo cittadino sulla difficile situazione delle due aziende locali.
Protesta a cavaion. I lavoratori delle due aziende, una novantina quelli occupati in Minotti, una trentina alla Giacomelli, si ritroveranno davanti ai cancelli delle due fabbriche per dirigersi alla volta del municipio di Cavaion dove una delegazione sindacale sarà ricevuta dal sindaco. La perdita di 120 posti di lavoro per un centro come Cavaion ha gravi ricadute, anche in ambito sociale e per questo il sindacato ritiene opportuno coinvolgere anche l'amministrazione comunale. Dopo la crescita dimensionale quindi ora i vertici del gruppo MM devono fare i conti, al più presto, con un piano industriale e il suo relativo finanziamento: qui trovano posto le scelte di risorse non solo finanziarie ma anche di professionalità. Lo spostamento della produzione di Giacomelli a Treviso e di Minotti a Sondrio dovrebbe poi verificarsi, secondo fonti vicine ad ambienti finanziari, a conclusione di alcune trattative con due società, la Strato Cucine (società lombarda di cucine di fascia alta) e la veneta Map Arredamenti. (ha collaborato Sandro Benedetti)
Paolo Dal Ben

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