Aria di bocciatura per i porti veneti
Asse Baltico-Adriatico, tre governatori si appellano a Matteoli
VENEZIA - Il passaggio per Venezia del corridoio ferroviario europeo Adriatico Baltico è a rischio: lo denunciano i presidenti della Regione del Veneto Luca Zaia, dell'Emilia Romagna Vasco Errani e del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo, che hanno firmato una lettera congiunta inviata al ministro per le infrastrutture Altero Matteoli. In gioco c'è il prolungamento della Progetto prioritario 23, che attualmente va da Danzica a Vienna e che avrebbe dovuto raggiungere i porti di Trieste, Venezia e Ravenna. Sia Zaia che i colleghi Errani e Tondo sono però preoccupati: La Commissione europea avrebbe scelto il tracciato sloveno che collega Vienna Graz e Maribor, intercettando il progetto prioritario numero 6 a Lubiana, anziché il tracciato italo-austriaco, funzionale ai porti dell'alto Adriatico italiano» . In particolare, «la direzione generale trasporti dell'Ue avrebbe già predisposto -scrivono -una proposta tecnica che vedrebbe coinvolte la sola Austria e Slovenia» . Potrebbe così sfumare l'aspirazione delle tre regioni di assicurarsi l'inserimento della tratta tra Udine, Trieste e Venezia quale estensione dell'attuale Asse Baltico Adriatico. Per il quale Bruxelles ha già destinato oltre 35 milioni di euro di finanziamenti, relativi ai costi di progettazione. Una scelta del tutto incomprensibile per i presidenti di Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, dato che comprometterebbe il principio codificato nella metodologia comunitaria che predilige la minor distanza nei collegamenti prioritari così come «lo spirito del recente regolamento sui corridoi ferroviari merci che poneva in maniera bilanciata la penetrazione verso nord su un asse italiano, Linea Pontebbana, ed uno sloveno, Tratta Maribor-Graz» . Per questo Luca Zaia, Vasco Errani e Renzo Tondo chiedono a Matteoli «di intervenire con estrema urgenza e cortese risolutezza nei confronti del Commissario Europeo Siim Kalls e del ministro austriaco Doris Bures» . Per il presidente del porto di Venezia Paolo Costa, già presidente della commissione trasporti al parlamento europeo, non è detta l'ultima parola: solo a maggio si terrà, infatti, il primo incontro collegiale tra i vari governi e la decisione finale, nell'ambito della revisione dei corridoi per il trasporto delle merci all'interno dell'Unione Europea, non avverrà prima della fine dell'anno. Nel frattempo «le istituzioni devono lavorare per far maturare nell'Europa il convincimento condiviso da tutti i porti dell'area -afferma Costa -che il Nord Adriatico è un solo multiporto da collegare alla rete prioritaria» . M. Fa.