Aprilia, nubi sulla riapertura. Da lunedì linee attive. Male le vendite in attesa di nuovi modelli

Aprilia, nubi sulla riapertura. Da lunedì linee attive. Male le vendite in attesa di nuovi modelli
NOALE. Previsioni incerte per i lavoratori di Aprilia, che si apprestano a vivere giorni decisivi per il loro futuro. Mentre il ritorno al lavoro è previsto per lunedì 17 dopo sei settimane a casa, all'orizzonte c'è da discutere il contratto di solidarietà, in scadenza a fine mese, e capire come si muoverà la casa-madre Piaggio a Scorzè. Una mano di sicuro non arriverà dalla voce vendite, visto che tutto il comparto nel 2010 è andato male.
Il mercato. L'associazione nazionale ciclo motociclo accessori (Ancma) parla chiaro e tondo di cali record. Dicembre è stato molto negativo per le immatricolazioni. Sono stati venduti solo 6781 veicoli sopra i 50 di cilindrata, ovvero meno 47 per cento rispetto allo stesso mese del 2009. E' vero che l'ultimo mese dell'anno «pesa» solo il 2,2 per cento del totale annuo ma il segnale resta. Gli scooter si sono fermati a 4919 unità, pari al meno 49,5 per cento, le moto con 1862 pezzi hanno subito un calo del 39 per cento. Il 2010 si è chiuso male, con oltre 110 mila veicoli in meno venduti rispetto al 2009. Questo significa che si è tornati a immatricolare meno moto rispetto al 1999.
Aprilia. La casa di Noale ha chiuso il 2010 fuori dai primi venti nella classifica dei modelli più venduti oltre i 50 di cilindrata. Classifica capeggiata dalla Honda, che sul podio ha piazzato, nell'ordine, Sh 300, Sh 150 e Sh 125. Negli under 50, invece, Aprilia Scarabeo 50 2T ha chiuso l'anno al secondo posto, in mezzo ai due Piaggio Liberty 50 Rst 4T e Vespa Lx 50 4V 4T. Nei primi venti posti, troviamo altri due ex modelli Aprilia, ora con un loro marchio, ovvero Scarabeo 50 4T 4V e Sr 50 R.
Futuro. Intanto la produzione resterà ferma anche per tutta questa settimana per riprendere lunedì. Nelle prossime settimane ci sarà un incontro tra il presidente di Piaggio Roberto Colaninno, i rappresentanti di Aprilia, di Guzzi e i sindacati per fare il punto della situazione sull'anno appena iniziato e capire come muoversi da qui ai prossimi mesi e quali investimenti l'azienda farà per battere la crisi. Ci sarà, poi, da sciogliere il nodo del contratto di solidarietà, in scadenza per la casa noalese il 31 gennaio. In questi giorni le parti si siederanno attorno a un tavolo una prima volta per capire se e come rinnovare il provvedimento. Se alla lunga non dovesse essere confermato, e i dati delle vendite non aiutano, allora potrebbe aprirsi di nuovo lo spettro della cassa integrazione, che Cgil, Cisl e tutti i lavoratori non vedrebbero di buon occhio. Come si vede, tanto ancora da lavorare per diradare le nubi.
Alessandro Ragazzo

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