Aprilia frena, ferie «obbligate». Produzione ferma fino al 16 gennaio. Il mercato non riparte
Aprilia frena, ferie «obbligate». Produzione ferma fino al 16 gennaio. Il mercato non riparte
SCORZE'. Aprilia frena. Frena la produzione, interrotta fino a metà gennaio, frenano le vendite, ancora con il segno meno in quest'ultima parte dell'anno e frena l'ottimismo per il 2011, che si prospetta sulla falsariga del 2010, cioè non esaltante.
E sullo sfondo ci sarà da ridiscutere il contratto di solidarietà, in scadenza il 31 gennaio. Insomma, la casa di Noale rischia di trovare sotto l'albero più preoccupazioni che doni.
Se è vero che in Superbike Aprilia ha fatto il pieno di titoli con la Rsv4, il mercato delle vendite va male. Così Cgil, Cisl e l'azienda hanno deciso di anticipare le ferie, fermando la produzione dal 6 dicembre al 14 gennaio. Questo significa per 400 persone rientrare in fabbrica lunedì 17, dopo un mese e mezzo di sosta forzata.
Non è che il resto del gruppo Piaggio stia meglio, perché anche a Pontedera e alla Guzzi si è deciso di fare altrettanto. Solo che a Scorzè si attua il contratto di solidarietà, che consente, sommando le ferie, di ammortizzare meglio la chiusura dello stabilimento.
Questa sarebbe dovuta avvenire da lunedì prossimo ma si è preferito anticiparla di qualche giorno. A inizio gennaio poi ci sarà un incontro tra il presidente di Piaggio Roberto Colaninno, rappresentanti di Aprilia, di Guzzi e sindacati per fare il quadro del 2011 e capire quali saranno le strategie per i mesi successivi, oltre a ridiscutere il contratto di solidarietà per la casa noalese. L'azienda vorrà rinnovarlo o preferirà la cassa integrazione come fino a un anno fa? E se lo rinnoverà, a quali condizioni? Tutte domande che tengono con il fiato sospeso centinaia di lavoratori, che passeranno un altro Natale difficile.
«Il 2011 non sarà rose e fiori - sentenzia Adriano Pomiato della Fiom Cgil - e c'è il serio rischio di rivivere un altro anno come questo, che è stato peggiore del 2009. Negli ultimi tre mesi, c'è stato un calo medio del 25 per cento delle vendite e una frenata simile non era aspettata. Sul contratto di solidarietà la nostra idea è chiara: si deve rinnovare, viste le condizioni di mercato».
Dello stesso avviso anche Michele Zanocco della Fim Cisl. «Se i segnali del mercato non fossero positivi - spiega - è l'unico strumento da utilizzare per prilia. Non è scontato il rinnovo ma la nostra richiesta a gennaio sarà chiara e decisa».
Alessandro Ragazzo